Retro Gaming / The Lost Vikings

Sono tre. Sono vichinghi. Sono stati rapiti dal grande Tomator. Sono incazzati neri. E sono divertentissimi.

Signori, The Lost Vikings.

Probabilmente il miglior gioco della Interplay dei primi anni ’90, The Lost Vikings prende le mosse da una situazione quasi idilliaca: l’introduzione, che vale la pena guardarsi, e realizzata interamente col motore e le meccaniche proprie del gioco stesso, narra di Eric the swift, Baleog the fierce, e Olaf the stout, tre vichinghi con le palle cubiche, che vivono la loro vita in un tranquillo villaggio. Una notte, però, mentre riposano tranquilli nelle loro case, vengono rapiti da un’astronave aliena, e fatti prigionieri da Tomator, un alieno grosso, verde. brutto e cattivo.

Veramente brutto.

Com’è e come non è, i tre baldi eroi si ritrovano catapultati dentro l’astronave. Il primo livello cominciano separati, poi gli altri livelli partiranno insieme. Scopo del gioco è di farsi tutti e 42 (QUARANTADUE!) i livelli per arrivare a sconfiggere Tomator in uno scontro diretto, e poter tornare finalmente a casa (ovviamente distruggendo l’astronave, in un finale spassosissimo). Ma mentre all’inizio del gioco i nostri eroi si troveranno nell’astronave, andando avanti, attraverso una serie di buchi neri, o qualcosa del genere, verranno catapultati in ambientazioni varie e assolutamente sbroccate, come ad esempio la sezione dei livelli canditi:

Oppure i livelli in una ambientazione abbastanza balorda dove i tre si possono gonfiare come palloni attraverso le apposite pompe e devono sfruttare con tmepismo le correnti d’aria create dai ventilatori sparsi…

E via di seguito, con egizi, cantieri di costruzione, mondi preistorici, giungle e quant’altro.

I primi livelli sono abbastanza semplici, ma rapidamente crescono in complessità e dimensioni, fino a far chiedere allo sventurato giocatore quale droga abbia assunto il progettista dei livelli. In molti livelli, inoltre, non basta arrivare all’uscita, ma bisogna attivare qualcosa, oltre a recuperare le perenni chiavi. I tre berbuti inoltre hanno un paio di assi nella manica: Eric corre molto veloce ed è l’unico in grado di saltare, e con una breve rincorsa può caricare a testa bassa tiranto una cornata contro avversari e muri. Baleog ha la spada, ma anche l’arco (che può essere potenziato con le frecce infuocate, l’unico vero power up del gioco e spesso necessario per colpire punti particolare o mostri resistenti alle frecce normali), e spesso e volentieri si preferisce usare l’arco. Olaf, dal canto suo, oltre ad essere sempre affamato, ha uno scudo che para letteralmente di tutto, e che può mettersi sopra la testa per fornire un punto più elevato da cui Eric può saltare, o sul quale si può atterrare senza farsi male (ebbene si, l’altezza in pixel di Olaf può fare la differenza fra una tacca di energia in più o in meno) e che il grassone può usare per planare se si lancia da una certa altezza. Bene, fin qui nulla di strano. La cosa che rende veramente mitico e superbo questo igoco, è che i tre vichinghi vanno usati in collaborazione fra loro, passando dall’uno all’altro in modo da farli interagire fra loro e con l’ambiente circostante. Ci sono alcuni livelli in cui il tempismo è assolutamente fondamentale, e che metteranno a dura prova la vostra coordinazione e la capacità di valutare i tempi. Naturalmente questo gioco su PC va giocato usanfdo rigorosamente la tastiera, affinando così la vostra capacità di pianisti. Fra le altre cose, segnaliamo la possibilità di passare gli oggetti fra un barbone e l’altro, nonchè la presenza di generi alimentari che servono per ripristinare un pallino di energia (ogni vichingo parte con 3 pallini di energia, a ogni colpo o schianto ne perdono uno, inoltre in alcuni punti è possibile recuperare un affare che se il personaggio è già al massimo aumenta i pallini a 4 – ma se si perde il 4° pallino non si può recuperare se non con il medesimo coso). I livelli sono intricati e sconsiderati il giusto… Ma ovviamente una persona sana di mente non si metterebbe mai a finire un gioco del genere in una giornata, no (io ce ne ho messe due la seconda volta che l’ho finito perchè volevo segnarmi tutti i codici e perchè ero piccolo e mia mamma mi staccava a forza dal pc…)? Infatti all’inizio di ogni livello viene dato un codice per il livello di 4 caratteri che possono essere lettere o numeri, e che in verità erano abbastanza mnemonici. Ricordo ancora alcuni codici a memoria, nonostante gli anni passati: il livello iniziale è STRT, come STaRT, mentre ricordo benissimo il codice del livello da me chiamato “CoBaLTo”… E così, vi basta segnari il codice… Oppure attingere ad una delle tante fonti in rete, come ad esempio Cheat Codes Guides.

Spassosissimi i dialoghi, che vi consiglio di leggere tutti, sia iniziali che finali, sono delle vere chicche, e le animazioni che sono qualcosa di meraviglioso. Poi, arriva il momento in cui non si riesce a portare tutti i giocatori alla fine del livello, di solito perchè crepano…

GameOver

In questo caso poco male… Basterà premere la barra spaziatrice o invio, e si ricomincia il livello… Oppure si attende la fatidica scritta Game Over.

Nel complesso un gioco che chiunque dovrebbe giocare, perchè è intricato ma non impossibile, strategico senza richiedere generali di guerra, divertente senza diventare ripetitivo… e insomma, è un gran bel gioco…

Girellando per la rete, su wikipedia ho trovato anche un cameo non da poco, e che mi fa un po’ sorridere…

Ecco… questi sono Erci, Baleog e Olaf come appaiono in… World of Warcraft. Si, proprio il MMORPG per eccellenza. E pensare che la maggior parte di quelli che li vedono non li riconosceranno nemmeno a piangere…

Va beh, bando alla tristezza, e pronti i link:

Link #1: The Lost Vikings, il gioco.

Link #2: Il solito DosBox

Link #3: L’intro…

… e la fine…

‘Njoy!

-Miauz!

Pubblicato il giugno 18, 2008 su 42, Informatica, Retrogaming, Software. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. ciao, per caso sai se è possibile scaricare il gioco?

  2. Ovviamente nel link che ho dato sopra, no?🙂

    O forse non funziona?

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