Vajont – Il film del disonore.

Forse ne avete sentito parlare. Si tratta del film Vajont – La diga del disonore. Ripercorre, come si può intuire, la tragedia del 9 Ottobre 1963. Una produzione molto dispendiosa, ricca di effetti speciali, un cast che qualcuno definisce ottimo… e una farsa spaventosa. La storia? Semplice: una struggente e tragica storia d’amore, sul cui sfondo si intravede una frana. No, nessun errore. Paradossalmente, un film che avrebbe dovuto avere come protagonista la tragedia, si sofferma piuttosto su una storia d’amore fra tal Olmo Montanier e talaltra Ancilla Terza. Personaggi di pura fantasia, come del resto tutto il film (EDIT: come mi fanno notare in questo commento, in realtà Olmo ed Ancilla sono realmente esistiti – non che questo cambi il giudizio complessivo). Una cosa orribile a guardarsi. Non importa come sono andate le cose (chi ha visto lo spettacolo di Paolini e il film si renderà conto di ciò che dico), the show must go on, come si dice. E lo spettacolo non solo deve continuare, ma deve essere spettacolare. E allora buttiamo dentro un’insulsa storia d’amore, buttiamo dentro un paio di tonnellate di effetti speciali, efacciamoci dare suggerimenti da Peter Jackson. Cosa c’entra il grasso e rubicondo Peter? Beh, come qualcuno ricorderà, è regista di diverse pellicole, come ad esempio Splatters – Gli schizzacervelli. Beh, chi meglio di lui potrebbe dare un consiglio su come mettere il giusto pizzico di horror splatter? No, in realtà non lo hanno consultato… spero. Ma andiamo con ordine: della trama ho già parlato, una storia d’amore insipida e banale nella quale la frana gioca un ruolo da comprimaria, per inscenare la tragedia della perdita dell’amata. Il cast potrebbe essere buono, ma il doppiaggio lascia alquanto a desiderare. Tina Merlin sembra una isterica che parla a 420 parole al minuto. Gli abitanti di Erto e Casso con accenti romani, milanesi, addirittura toscani, come il prete. Un Leo Gullotta nei panni dell’ingegner Pancini che sembra una statua di gesso (non mi piace troppo come attore, e secondo me nel film lgi vengono date molte meno colpe di quelle che ha). Un buonismo di fondo nel quale troviamo prima il prete di Erto che si trova improvvisamente davanti la Merlin, in uno scontro di volontà nel quale è chiaro da subito chi ne esce sconfitto… una scena memorabile per la bruttezza: arriva la Merlin (interpretata -male- da Laura Morante), accolta come l’eroina del giorno mentre il povero prete cerca di sedare gli animi degli abitanti di Erto, il prete da solo da una parte e dall’altra la Merlin con la popolazione dietro di lei. Lo sguardo del prete come a dire “Si sono una merda perchè non mi sono mosso prima, faccio schifo, sono un verme, mi zerbino”, e poi la stretta di mano. Una cosa orribile, non tanto per la vena di comunismo che vi si scorge, che mi lascia piuttosto indifferente, quanto per il voler far apparire sotto una luce cattiva un uomo che probabilmente ne sapeva quanto i suoi fedeli. Ancora, un buonismo di fondo nel quale sembra che alla fine, a parte un paio, siano tutti ricoperti. Bastardi. Ecco cosa sono. Non me ne può fregare di meno di vedere dei criminali ricoperti di un velo di buonismo e di sentimentalismo. Fatemi vedere cosa hanno fatto, fatemi vedere come e perchè si è arrivati a quel punto. Fatemi vedere la figura di Muller, nemmeno citato. Fatemi capire quello che c’è dietro. Non sbattetemi in primo piano una storia d’amore che non ha senso di esistere. E poi… e poi c’è la frana. Un gozziliardo di effetti speciali, per far vedere quello che è successo. E mentre tu hai sopportato, per un’ora e mezza, idiozie a non finire, solo per arrivare a vedere il momento della frana, perchè tu hai visto lo spettacolo di Paolini, e vuoi vedere come potrebbe essere successo quello che le sue parole descrivono così vividamente e commoventemente insieme, mentre sei lì che vedi la montagna d’acqua sollevarsi ed abbattersi su Erto e Casso, e l’altra parte su Longarone, mentre sei lì che cerchi di capire cosa potrebbe essere trovarsi lì, ecco il tocco splatter. Le scene si soffermano, spesso e volentieri, sui dettagli. Un vecchietto travolto da un pezzo di parete della casa che implode in una allegra slow motion per farti apprezzare il lavoro delle controfigure e degli effetti speciali, che mostrano ogni dettagli della parete che si abbatte sul vecchio, e a Longarone la povera Ancilla su cui la telecamera indugia per quasi più tempo di quello che l’acqua ci mette ad arrivare, mostrando le inquadrature in soggettiva della ragazza, e in soggettiva… dell’onda. Come se fosse un essere senziente pronta a buttarsi su quella donna.

 

E io devo sorbirmi questi macabri, fuori luogo, privi di gusto e immorali tocchi di splatter? Ma per favore. Era molto più vivido il racocnto di Paolini. Si, è vero, lui ha avuto un’ora di tempo in più per spiegare cosa successe. Ma è anche vero che aveva solo la sua voce e la sua straordinaria mimica. Il film poteva disporre di dozzilioni di effetti speciali. Il piccolo uomo Paolini vince sui milioni di euro spesi in computer grafica inutile.

 

Per finire riporto una delle recensioni che mi trovano più d’accordo, che potete trovare qui insieme a molte altre:

Nel rievocare la storia Martinelli mette troppa carne al fuoco, senza riuscire a tenere salde le fila di un film che vorrebbe essere insieme realistico e melodrammatico, opera di impegno civile e grande spettacolo. Finisce che la denuncia è indebolita dalla retorica, che una figura chiave come quella della Merlin è appena sbozzata e che della fiction (l’amore di Olmo per la bella Ancilla) non t’importa granché.

Alessandra Levantesi, La Stampa

Che dire… Non andate a vederlo. Non ne vale la pena.

Pubblicato il settembre 19, 2008 su Film, Storia, TV. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 28 commenti.

  1. Nota a latere: Muller non fece i rilievi e i calcoli di persona, mando’ un suo fidato allievo, tal Luciano Broili, che si stava facendo le ossa all’estero.
    Broili, che poi divenne molti anni dopo presidente dell’ordine nazionale dei geologi, predisse la frana in ogni suo dettaglio.

  2. Grazie per la precisazione. Però ritengo che cmq Muller abbia controllato l’analisi di Broili e l’abbia convalidata… Almeno, me lo aspetterei.

  3. Jari non ci troviamo molto d’accordo sulla recensione di questo film:
    http://viklog.net/2007/11/22/prima-proiezione-del-cineforum-2007-vajont/

  4. Ho appena rivisto il film in dvd, e devo dire, Blackstorm, che sono d’accordo praticamente con tutta la tua recensione. Dopo aver visto lo spettacolo di Paolini anni fa, ho cominciato a documentarmi (la vicenda mi interessava dato anche che abito nelle vicinanze di Longarone) e ho raccolto una discreta quantità di informazioni.
    L’impressione che mi ha dato il film è di una brutta scopiazzatura dello spettacolo di Paolini, addirittura alcuni termini vengono riportati pari pari: il caso più lampante è la definizione “stato nello stato”, riportato nello spettacolo di Paolini, che nel film viene usato dalla Merlin, mentre in realtà non fu lei ad usarlo; oppure anche il modo con cui il geologo Semenza spiega la presenza della frana, ovvero con parole del tipo: “La frana potrà rimanere lì per altre migliaia di anni, a meno che qualcuno non le bagni i piedi, allora la frana potrebbe decidere di scendere”, se provate a confrontare il film col filmato dello spettacolo Paolini, vedrete che quest’ultimo usa quasi le stesse identiche parole; o ancora il parroco che dice “difendersi dalla SADE non è reato”, stesse precise parole usate da Paolini.
    Oltre a questo, guardando il film, si denota la superficialità con cui gli autori si sono documentati: la successione temporale degli eventi è completamente sbagliata (e dire che essa è un dettaglio estremamente importante, se non il più importante): gli autori fanno parecchia confusione nel collocare in ordine di tempo la comparsa della “M” sul monte, la frana del 4 novembre ’60, la prima prova di invaso, l’udienza della Merlin al tribunale a Milano, la frana del Frejus in Francia, etc.
    Per ultima cosa, da non trascurare sono le inesattezze varie, ne cito qualcuna: la frase “stato nello stato” non fu pronunciata dalla Merlin, ma da Alessandro Da Borso, ovvero l’allora Presidente della Provincia di Belluno, incaricato di indagare sulla SADE al ministero; l’assenza nel film, oltre di Leopold Muller, anche di Franco Giudici, collega di Edoardo Semenza nelle indagini; Olmo che sta di guardia della frana sulla diga la sera del crollo, mentre in realtà sul luogo non vi fu nessun Olmo Montaner, bensì era presente il geometra Giancarlo Rittmeyer, che perì nella sciagura (alquanto improbabile, comunque, che una persona potesse salvarsi nelle gallerie nei pressi della diga, come ha fatto Olmo nel film, dato che la pressione causata dall’acqua in corsa spazzò via tutte le apparecchiature e gli strumenti, figurarsi un uomo); Olmo che dice “Ci sarà la festa paesana su a Erto-Casso”, quando nessuno si sarebbe mai sognato di indicare i paesi chiamandoli così (considerato anche l’astio che correva fra le due frazioni).
    Le lacune di documentazione sono dunque evidenti, e ciò lo considero una mancanza grave, quando si vuole dar vita ad un film basato su una vicenda realmente accaduta; sarebbe bastato andare a leggersi uno delle decine di testi che raccontano come si evolse la storia della diga del Vajont, e sarebbe stato facile ottenerla, dato che comunque i fatti relativi alla sciagura sono tutti documentati, essendo stati atti di un processo.
    In generale, il film lo considero un buon tentativo, ma realizzato con troppa superficialità, dando più spazio agli effetti di scena che all’accuratezza dei fatti realmente accaduti.

  5. Ho appena (ri)visto il film in DVD e non sono per nulla daccordo con la stroncatura totale di cui sopra.

    La Morante mi è parsa perfetta nella parte dell’ecologista militante, preoccupatissima perchè sapeva che il disastro si sarebbe verificato con ogni evidenza scientifica. E’ il personaggio che più ho amato perchè è quello che più riesce a veicolare il messaggio drammatico del film. La tragedia balugina già nei suoi occhi. Si poteva tenere un perfetto aplomb inglese davanti alle bugie e alle sporche manovre della SADE? Non penso proprio.

    Nella stretta di mano tra il prete e Tina, io ci vedo piuttosto l’incontro/scontro tra il fatalismo cattolico/cristiano e la consapevolezza scientifica razionalista della comunista impegnata (detto senza enfasi ideologica). D’altra parte, nel film il prete si limitò a farsi raggirare dalle rassicurazioni della SADE, cioè dell’oste. La Merlin, invece, si impegnò a verificare se il vino dell’oste era al metanolo: lo era. Ma era una “comunista-contro-il-progresso”. Una scomoda Cassandra, condannata ad aver ragione ma a non essere creduta.

    Più verosimili sono le critiche al doppiaggio. In molti passaggi è vistosamente “legnoso”, non si sa se a causa della mediocre recitazione originale o per difetto degli attori doppiatori. L’interpretazione di Michel Serrault risulta a tratti la peggiore, con un’enfasi retorica da guitto di periferia. Non è da lui!

    Riguardo la storia d’amore, è il ‘pretesto’ usato in molti altri film (Titanic tra tutti) per evitare l’effetto documentario, che non avrebbe certo giovato al botteghino visto come stiamo messi a cultura qui in Italia. Perciò non è affatto inopportuna ma, anzi, attraverso Ancilla tutte le vittime del Vajont sono simboleggiate ed identificate. Una vittima inventata per ricordare tutte quelle vere e dimenticarne nessuna.

    Più gravi appaiono le inesattezze temporali e documentali denunciate dai forumisti di cui sopra. Mi dispiace, e mi associo alla critica che se ne da.

    Riguardo poi al presunto ‘buonismo’ del film, io proprio non ce lo vedo. A parte la totale protervia o – al limite – ignavia e piaggeria con la quale sono dipinti i manager della SADE, nei titoli di coda si da conto dello SCANDALO dei processi. Praticamente NESSUNO pagò per quella strage pianificata dalla brama di profitto e di isterica – quella sì – brama di “progresso”. Un bel progresso, davvero, specialmente perchè l’Italia dal Vajont non imparò NULLA.

    La critica sugli effetti speciali è quanto mai ingenerosa e immeritata. Sono macabri e spettacolari perchè è proprio così che successe. O forse un onda di 250 metri d’altezza poteva essere “resa” in modo diverso e con effetti “lilliput”? E il terrore di Ancilla non è forse quello di chi vede la morte in faccia arrivare al galoppo con assordante frastuono? Voi sareste scappati o sareste rimasti pietrificati con le gambe paralizzate sul posto?

    Riguardo all'”onda senziente” di cui (stra)parla Blackstorm: spiacente, ma evidentemente non hai mai visto un’onda del mare ergersi altissima davanti a te turbinante di sabbia scura, il suo ventre orrendo che mugghia e la cresta bianca che sbava una saliva mostruosa, mentre una voce da dentro ti dice “lì c’è la morte, IO sono la morte”. A me capitò nel 2000 in una spiaggia di Sardegna, e mentre ne scrivo ho la pelle d’oca a braccia e gambe.

    Nessuno capisce Ancilla quanto me.

  6. Grazie, toptone, per la tua disanima… ti rispondo sui punti nei quali non siei d’accordo:
    1)”La Morante mi è parsa perfetta nella parte dell’ecologista militante, preoccupatissima perchè sapeva che il disastro si sarebbe verificato con ogni evidenza scientifica.”
    Il problema è che Tina Merlin non credo proprio fosse un’ecologista militante, bensì una giornalista d’assalto che si preoccupava di quello che stava succedendo. Il messaggio della Merlin, da quanto ho capito io, era sempre stato “attenti, qui c’è una società che sta mettendo a rischio la vita di centinaia di persone” (poi erano migliaia, ma lei non poteva saperlo), piuttosto che un banale “gli uomini stanno sfidando la natura”. Se il messaggio che ti è passato dal film è quello di un’ecologista militante piuttosto che di una donna che sta denunciando una società che mette a rischio la vita di centinaia di persone, a mio modesto parere il film a miserabilmente fallito la rappresentazione del ruolo di Tina Merlin.

    2)”Nella stretta di mano tra il prete e Tina, io ci vedo piuttosto l’incontro/scontro tra il fatalismo cattolico/cristiano e la consapevolezza scientifica razionalista della comunista impegnata (detto senza enfasi ideologica). D’altra parte, nel film il prete si limitò a farsi raggirare dalle rassicurazioni della SADE, cioè dell’oste. La Merlin, invece, si impegnò a verificare se il vino dell’oste era al metanolo: lo era. Ma era una “comunista-contro-il-progresso”.”

    Ecco, appunto. Perchè il prete deve fare la figura di quello che si fa raggirare e quindi del fesso? Anche se fosse, dei preti di campagna, come facevano a smascherare la sade? Il punto è proprio la contrapposizione? Che mi risulti, quando i preti di erto e casso hanno scoperto cosa stava succedendo, non se ne sono lavati le mani.

    3)”Riguardo la storia d’amore, è il ‘pretesto’ usato in molti altri film (Titanic tra tutti) per evitare l’effetto documentario, che non avrebbe certo giovato al botteghino visto come stiamo messi a cultura qui in Italia.”
    Premettendo che la prima volta che ho visto Titanic (in videocassetta) mi sono addormentato dopo 15 minuti netti, e che il film di titanic mi fa anche abbastanza schifo, credo che la tua anaogia non faccia presa su di me😛
    Il punto non è che ci hanno infilato la storia d’amore, il punto è che la storia d’amore è messa in primo piano rispetto alla tragedia effettiva. E ti posso assicurare che mi da fastidio in questo film come in titanic.

    4)”La critica sugli effetti speciali è quanto mai ingenerosa e immeritata. Sono macabri e spettacolari perchè è proprio così che successe. O forse un onda di 250 metri d’altezza poteva essere “resa” in modo diverso e con effetti “lilliput”?”

    Onestamente non lo so, ma so per esempio che un vecchietto schiacciato da un pezzo di soffitto è una scena ai limiti del truculento. Il problema è l’effetto splatter che ho visto. Una tragedia si può rendere anche senza bisogno di vedere sangue e budella ovunque. Mi ha dato fastidio.

    5)”Riguardo all’”onda senziente” di cui (stra)parla Blackstorm: spiacente, ma evidentemente non hai mai visto un’onda del mare ergersi altissima davanti a te turbinante di sabbia scura, il suo ventre orrendo che mugghia e la cresta bianca che sbava una saliva mostruosa, mentre una voce da dentro ti dice “lì c’è la morte, IO sono la morte”. A me capitò nel 2000 in una spiaggia di Sardegna, e mentre ne scrivo ho la pelle d’oca a braccia e gambe.”

    Che io straparli è fatto noto e risaputo🙂 ma d’altronde penso di essere libero di esprimere le mie impressioni…. credo però che non sia passato molto bene ciò che volevo dire: il problema non è vedere un’onda alta una cinquantina di metri e vedere la morte, quello è “normale”. Il problema è che l’onda, nelle inquadrature in soggettiva, va a cercare letteralmente Ancilla. Invece, da par mio, avrebbe reso di più qualcosa di… indifferente per così dire. L’acqua non fa preferenze, passa e spazza via. Non cerca vittime, semplicemente va per la sua strada. Quelle scene mi sono sembrate una caduta veramente notevole.

    Ciò detto, ti ringrazio ancora, ognuno è libero di esprimere giudizi e opinioni, e non sono solito censurare chi viene a commentare i miei post… per cui, ben vengano anche pareri discordanti dai miei🙂

  7. Ciao, mi chiamo Tania e abito ad un’ora da Longarone…
    io mi trovo d’accordo su alcune cose, ad esempio la scarsa qualità degli effetti speciali usati nel film e anche degli attori(non Laura Morante, le l’adoroXD)….su una cosa vorrei dissentitire….
    Tal Olmo Montaner e Ancilla Teza sono realmente esistiti, tralaltro Olmo dovrebbe essere ancora vivo….questo lo so perchè?
    perchè nel 2006 ad una mia visita alla diga del Vajont ho avuto il piacere di incontrare Bepi Zanfron, il fotografo che lavorava con Tina Merlin(pure lei esistita davvero) e aprofittando del fatto che era intento a scrivere una dedica per mio padre nel suo libro di memorie fotografiche, gli ho posto questa domanda: “scusi ma il signor Montaner è ancora vivo?” e lui mi ha risposto: ” si ma non ama farsi vedere in giro, ci teniamo in contatto”.
    Altra cosa…Ancilla Teza è sepolta nel cimitero di Fortogna, appena prima di Longarone, insieme alle altre vittime della tragedia…
    tornando quindi a noi…mi trovo d’accordo sul fatto che la storia d’amore poteva essere sviluppata meglio gli attori potevano essere migliori e gli effetti speciali pure, ma sul fatto che i personaggi siano esistiti davvero non ho nessun dubbio!!!!
    un saluto, Tania!

  8. Cara tania..mi farebbe molto piacere avere altre notizie su Olmo Montaner e sul fotografo che collaborava con Tina Merlin se vuoi ti lascio il mio numero per me é molto importante ti prego una risposta entro tempi brevi grazie (io studio e vivo a Longarone)

  9. penso seriamente che siate quasi tutti una bella banda di ridicoli privi di sfumature e di sentimenti (esclusa tania e chi difende questa storia d’amore) una ridicola storia d’amore dici? Questa storia sta a significare le perdite che ha subito longarone e il senso di colpa di chi ‘era ed è stato fermo a guardare ( esempio tuo il prete) la molto simbolica stretta di mano tra la merlin e il prete sta a significare che in certe situazioni non sta a significare di che orientamento politico o che cazzo di lavoro hai!!!! ovviamente TU primo commentatore non puoi capire quanto agli effetti speciali vatti a fare una dose di harry Potter se vuoi o di fantasy e altri film del genere dato di fatto che non hai la testa o il cuore per capire OLTRE le righe. dell’enormità di quella strage sono pieni i siti internet i libri ecc. questo film forse non ha vinto l’oscar ma se ci fosse una premiazione per i film carichi di carisma di sentimenti lo vincerebbe ma tu non capisci e non hai il diritto di giudicare non sei uno stramaledetto cazzodi nessuno intendi? mandami la tua prossima recensione su film adatti a te..( i puffi, i pokemon e simili.)

    • Cara Ginevra, innanzi tutto, modera i toni. Qui sei sul mio blog, e sei a casa mia, quindi piano con gli insulti. Evito di cancellare il tuo intervento, sebbene i toni e l’assoluta incapacità di usare una punteggiature, unità ad alcune sgrammaticature mi facciano pensare ad un troll. Ma sono una persona con un minimo di stile, per cui mi limiterò a rispondere ai tuoi punti.

      1)”penso seriamente che siate quasi tutti una bella banda di ridicoli privi di sfumature e di sentimenti (esclusa tania e chi difende questa storia d’amore)”

      Io penso che la violenza, anche verbale, sia l’ultimo rifugio degli imbecilli, per citare tale Salvor Hardin, che non trovi sui libri di storia, ma che era un saggio. Penso di parlare a nome di tutti gli altri “ridicoli e privi di sfumature e sentimenti” se ti dico che onestamente, se non sei in grado di guardare oltre la storia d’amore, se non sei in grado di vedere la tragedia, se non sei in grado di inorridire di fronte a un genocidio, allore forse la mancanza di sfumature e sentimenti non è nostra. Sentimentale io? No, odio i film sdolcinati? E’ un crimine? Non mi pare. Eppure mi dai del ridicolo solo perchè non mi piace un certo genere di sentimentalismo. E sono io il ridicolo? Mi pare che ti stia attaccando al capello.

      2)”una ridicola storia d’amore dici? Questa storia sta a significare le perdite che ha subito longarone”

      No. Quella storia d’amore sta a significare una storia d’amore. Per il senso di perdita bastavano i filmati e le foto della gente che si aggirava fra migliaia di bare. Usare una storia d’amore come pretesto non è una tecnica che mi piaccia. E in questo film per me non funziona nemmeno.

      3) “il senso di colpa di chi ‘era ed è stato fermo a guardare ( esempio tuo il prete)”

      Ti invito a portare le prove del fatto che i preti siano stati a guardare senza fare niente.

      4)”la molto simbolica stretta di mano tra la merlin e il prete sta a significare che in certe situazioni non sta a significare di che orientamento politico o che cazzo di lavoro hai!!!!”

      Esistono italiano e grammatica. Questo concetto lo potevi esprimere in maniera corretta e senza insulti. Comunque perdonami se io ci ho visto tutt’altro, evidentemente non sono degno di avere una mia opinione, dal momento che tu onnisciente come sei, o probabilmente avendo scritto tu la sceneggiatura del film, sai alla perfezione che significato volessero far passare.

      5)”ovviamente TU primo commentatore non puoi capire ”

      Io primo commentatore? Ma se sei tu che stai imponendo a tutti la tua visione delle cose. Intendiamoci: questo blog è casa mia, sono libero di dire la mia opinione, e sono libero di pensare che un film sia fatto male. Specialmente quando esiste uno spettacolo teatrale del signor Paolini, fatto in diretta sulla diga del Vajont che rende la tragedia senza bisogno di storie d’amore o di effetti speciali, e che comunica un senso di perdita ben maggiore di quello che mi comunica il film. Inoltre, se ti fossi presa la briga di leggere tutto e non solo quello che ti fa comodo, noterai come nei commenti non sono assolutamente un fustigatore delle idee altrui (il tuo caso è diverso, la maleducazione e la violenza richiedono almeno il minimo sindacale di sarcasmo), anzi, sono aperto a qualsiasi tipo di discussione. Sono parziale? Si. Sono testardo su molti argomenti? Si. Sono uno che non lasica spazio ai commenti? No. Sono uno che ha il diritto di pensare quello che vuole e che lascia diritto di replica, se sereno, a chiunque voglia commentare, anche se ha idee diverse dalle mie.

      6)”quanto agli effetti speciali vatti a fare una dose di harry Potter se vuoi o di fantasy e altri film del genere”

      A parte che i film di Harry potter non mi piacciono, e che il bambinetto mi urta i nervi. A parte che tu non hai nessun diritto di presupporre che io non sappia distinguere la spazzatura dalle buone cose, ma sto recensendo un film, per cui ho dato un giudizio tecnico sugli effetti speciali e un giudizio estetico sulla resa scenica.

      7) “dato di fatto che non hai la testa o il cuore per capire OLTRE le righe. dell’enormità di quella strage sono pieni i siti internet i libri ecc. questo film forse non ha vinto l’oscar ma se ci fosse una premiazione per i film carichi di carisma di sentimenti lo vincerebbe ma tu non capisci”
      Io non capisco? Io so benissimo cosa è successo al Vajont. Ci sono stato. Sono sceso sulla frana. Ho visto la diga. Sono stato assordato dal silenzo che si respira su quella terra franata. Ho rabbrividito pensando a migliaia di morti, ho cercato di immaginare milioni di metri cubi cadere nella valle, e una massa d’acqua di proporzioni inimmaginabili distruggere tutto, e ho fallito. Ho visto quella tecnicamente meravigliosa diga. E ho sentito l’insostenibile peso di 3000 anime che chiedono perchè. Tu ci sei stata al Vajont? Io si. E ho visto il film, e ho visto lo spettacolo di Paolini. E preferisco il secondo mille volte. Lo posso riguardare centinaia di volte, e ogni volta, quando lo vedo raccontare la tragedia nel momento culmine rabbrividisco e mi commuovo. Il film non mi ha fatto questo effetto. Le cose producono effetti diversi su persone diverse. Che io non possa capire è tutto da discutere, che tu invece non capisca che posso preferire un altro modo di racocntare la tragedia è un dato di fatto lapalissiano.

      8)”e non hai il diritto di giudicare non sei uno stramaledetto cazzodi nessuno intendi?”
      Io intendo che tu sei arrivata a casa mia, ti sei messa a insultare, dici a me che non ho il diritto di giudicare perchè non sono nessuno, e poi spari giudizi su chiunque non sia d’accordo con la tua visione del film. Io ho esattamente lo stesso diritto di giudicare il film quanto te, e a differenza tua non pretendo di avere la scienza infusa. Le mie opinioni sono mie e sono libero di esprimerle in maniera civile, cosa che tu non sai fare, evidentemente. E a differenza tua, io non giudico le persone, ma giudico il film. Non sono così presuntuoso da pensare di avere la verità assoluta, e sono un nessuno esattamente quanto te. Con la differenza che le mie tracce in rete sono più che abbondanti. Non ho paura delle mie opinioni.

      Ah, sei avvisata: se vuoi rispondere, mantieni toni civili, altrimenti mi costringi a prendere provvedimenti che vorrei evitare.

      • Caro Blackstorm, non ti preoccupare se dovrai eliminare questo messaggio ma devo dire che fai proprio ridere

      • Beh, cosa ti devo dire. Sarai più serio te che vieni a fare commmenti idioti, senza agigungere nulla alla discussione, senza spiegare le tue motivazioni, e senza far sapere chi sei. Sarai serio tu che metti un indirizzo a caso. Sarai serio tu che non sei capace di esprimere argomentazioni più complesse di quelle di un paramecio. Ho visto scimpanzè allo zoo che potrebbero umiliarti in una qualsiasi normalissima conversazione, visto che il tuo livello massimo sembra essere così infimo. Perchè dovrei eliminare questo tuo commenot? La figura dell’idiota ce la fai tu, mica io. Io sono qui a replicare pacatamente, per decerebrato ci passi tu.

    • Furio Ferruccio Benigni

      Brava Ginevra,sono perfettamente d ‘accordo con te ! Furio F. Benigni

  10. intanto io ho giudicato te non perchè il film non ti è piaciuto sinceramente si capisco molto bene non è un avatar di effetti cinematografici..ma te hai aggredito la storia d’ amore fra queste 2 persone per questa ragione me la sono presa! in ogni caso il mio commento in cui dicevo siete privi di sfumature era inteso per il fatto che hai ignorato certe scene simboliche..il crocifisso che naviga vicino alle case sommerse, la sedia a dondolo di ancilla ritrovata da olmo e simili..in ogni caso io ogni giorno mi sveglio e vedo la diga e ci sono stata al centro esatto e la ho pianto senza freni..si so benissimo quanto catastrofica è stata la frana sai? prendi pure i provvedimenti che vuoi non mi interessa quello che ti ho scritto lo riscriverei per Ancilla e Olmo..scusa la mia ignoranza…ho sedici anni…pace a te..Ginevra

    • 1)”intanto io ho giudicato te”

      Ecco, mi hai giudicato dopo aver detto a me di non essere nessuno per giudicare. Ti invito a riflettere sulla palese incoerenza delle tue affermazioni. Io sono una persona tranquilla, ma se tu arrivi a casa mia e mi insulti dicendomi che non capisco niente, permetti che me la prendo?

      2)”capisco molto bene non è un avatar di effetti cinematografici..”

      Onestamente, degli effetti speciali me ne frega poco assai. Tant’è che ho apprezzato molto di più lo spettacolo di Paolini, che di effetti speciali non aveva niente.

      3)”ma te hai aggredito la storia d’ amore fra queste 2 persone per questa ragione me la sono presa!”

      Io ho aggredito la storia d’amore non in quanto tale, ma in quanto messa al centro della vicenda. Il centro della vicenda non è e non può essere una storia d’amore, per quanto struggente possa essere. La frana appare messa in secondo piano per tutta la durata del film. Io capisco che ti possano piacere le storie d’amore, ma un film che parla del Vajont non può avere una storia d’amore come centro del film. Dovrebbe essere il contrario: la tragedia della frana, e sullo sfondo una delle tante storie, magari se ci fossero state un due o tre storie parallele, una d’amore, anche, non sarebbe stato un problema. Quello che mi infastidisce del film è proprio il cambio di messa a fuoco: non la frana con in sottofondo la storia d’amore, ma la storia d’amore con in sottofondo la trama. La prospettiva cambia radicalmente.

      4)”il mio commento in cui dicevo siete privi di sfumature era inteso per il fatto che hai ignorato certe scene simboliche..il crocifisso che naviga vicino alle case sommerse, la sedia a dondolo di ancilla ritrovata da olmo e simili.”

      Li ho ignorati nella recensione, che si focalizzava su altre cose. Ad una prima visione, salvo casi particolari, la realizzazione stessa del film porta a non far caso ai dettagli. Il problema è la produzione. Forse io sono più cattivo del necessario, ma tranquilla che la critica non è stata tenera con quel film. Io esprimo ciò che vedo: i significati profondi vengono sepolti da eventi più superficiali. E se non fai attenzione il crocifisso, la sedia e tutte le altre “chicche” sparse per il film, si perdono. E allora un film che vuole porre attenzione sulla tragedia ma che fa perdere i dettagli ad essa dedicati in questa maniera, spero tu sia d’accordo che è un film quantomeno prodotto male.

      5)”prendi pure i provvedimenti che vuoi non mi interessa quello che ti ho scritto lo riscriverei per Ancilla e Olmo..”

      Uh? Guarda, forse mi sono spiegato male, provo a riformulare: io sono aperto a qualsaisi discussione, sul mio blog. Veramente, cerco di essere il più aperto possibile. Ma se tu arrivi, e prendi a male parole me e chi la pensa come me, allora l’incivile sei tu. Spero che riconoscerai questo dato di fatto. Per me puoi sostenere fino alla morte le tue idee, ma qui, su questo blog, ti invito a farlo in maniera un po’ meno aggrassiva, perchè io non sono nessuno, esattamente come te, per giudicare, e quindi abbiamo lo stesso diritto, ma c’è una importante differenza: sei tu che stai venendo a commentare nel mio spazio, e lo hai fatto aggredendomi senza motivo. Le stesse identiche cose le potevi dire senza dovermi dare dell’imbecille. E probabilmente avresti suscitato una risposta molto meno acida (se leggi il commento e successiva mia risposta a toptone, vedrai che sono stato più che tranquillo, spiegando le mie posizioni, senza che nessuno dei due desse dell’imbecille all’altro). Quello che mi manda veramente in bestia è uno sconosciuto che arriva e pretende di sapere cosa penso, come penso, e cosa sento, dalla lettura di un singolo post, peraltro che tratta di una recensione, e farsi una opinione “esatta” di chi io sia.

      6)”scusa la mia ignoranza…ho sedici anni…pace a te”

      Non si tratta di ignoranza. Sono convinto che se scrivi con calma riesci a farlo senza storpiature grammaticali, prova ne sia che questo uto secondo commento è molto più pulito. Ma devi capire che il tono che hai usato, l’aggressività, e le sbavature, fanno pensare a te come a un troll. Sono i rischi delle entrate a gamba tesa, lo so perchè ne ho fatta più di una (non sono sempre stato così corretto :P)

  11. Non mi pare di avere più nulla da dire grazie mi dispiace di essere stata maleducata…spero che te abbia capito tutti i miei punti di vista.Ginevra

  12. salutatemi@hotmail.it

    Ero un giovane ufficiale della Divisione Ariete a Casarza della Delizia. Giunse improvvisa la notizia del disastro, in poco tempo mezzi e uomini erano pronti per andare sul luogo. Che disastro! Quanti morti! Quanta sofferenza! Quel ricordo mi ha accompagnato per tutta la vita.

  13. Io guardo lo spettacolo di Marco Paolini e provo tantissime emozioni, comprese le lacrime a fine rappresentazione.
    Con lui mi sono sentito trascinato nella vicenda come se vivessi attimo ogni momento di questa storia.
    Il film non mi trasmette questo.Ma solo indifferenza del regista verso la realtà dei fatti.Molto più spietati che il film.
    P.S. Un libro che consiglio di leggere : “L’onda lunga del Vajont” di Lucia Vastano. Molto bello.E’ sul dopo.Molto istruttivo.

  14. nel film si vede prima la spaccatura nel bosco e dopo la piccola frana.
    in realta’, 3 anni prima del disastro, a seguito di un movimento del Toc, aveva ceduto una piccola parte vicino la diga (la famosa frana che si vede nel film mentre gli operai mangiano) e quindi nello stesso momento nel bosco del Toc, si sarebbe aperta la crepa lunga circa 2 km, che avrebbe delineato la parte del monte che si sarebbe poi staccata 3 anni dopo.

  15. Ho letto oggi dopo aver RIVISTO Vajont la recensione del 2008: vergognosa, non il film!

    • Eccone un’altra. Potresti argomentare un pochino meglio? Cosa trovi di vergognoso nel fatto che io abbia preferito e di gran lunga lo spettacolo di Paolini al film, ritenendo quest’ultimo una pessima rappresentazione della vicenda? O sei una di quelle persone che sparano a caso senza nemmeno argomentare? un generico “la recensione è vergognosa” è una critica che può fare una bambina di 6 anni, o giù di lì. Suppongo che tu abbia qualche anno di più, ergo potresti anche argomentare un pochino meglio. Altrimenti il tuo rimane un altro commento onestamente ridicolo, come quello del genio Federico più sopra: arrivi, spari la tua cartuccia, e non argomenti. Un ottimo ritratto di un troll. Mi auguro che tu non lo sia, perchè non ho problemi e anzi mi fa piacere confrontarmi con chi la pensa in maniera diversa da me, finchè mantiene toni civili e raigonevoli. Ti invito quindi ancora una volta ad argomentare il tuo giudizio sulla mia recensione, sarò lieto di spiegarti e rendere conto di tutto ciò che ho detto.

  16. Ho visto il film, mi è piaciuto tantissimo….bo.

  17. Ho letto le fregnacce dei “politicamente corretti” che dipingono il film come un capovolaro. Nessun problema a riguardo, per carità, ognuno ha i propri gusti… Però denigrare il commentatore per difendere le proprie posizioni è davvero l’ultima spiaggia, e ormai, in questa era dovrebbe essere palese.
    Olmo Montaner e Ancilla Teza possono pure essere esistiti, come anche le evetuali vicende sentimentali ritratte nel film ( con più di duemila abitanti statisticamente ci può stare).
    Ma da qua ad affermare che si tratta di realismo ce ne passa…
    I soggetti potevano essere innumerevoli comunque, anche senza soffermarsi sulla solita sviolinata… La differenza per esempio tra il dramma un pò pompato e only male di “Salvate il soldato Ryan”, oppure l’introspezione ( comunque più realistica) di “The thin red line” di Terrence Malick ( anche qui only male).
    Il Vajont è stato molte cose, tra cui ovviamente e in primis, le perdite umane, intese anche come alienazione dei sopravvissuti.
    Il film poteva ( e doveva) fare di più… Come citato da Blackstorm, ne aveva tutte le immense possibilità rispetto al comunque immenso Paolini… Che a onor del vero, e per parere personale, non è comunque imitabile.

    P.S. Tina Merlin è stata membro della Resistenza… Era Veneta e non toscana… Parlava più duro e denza tanta enfasi. Era giornalista e non “ecologista” e ha riportato le impressioni degli abitanti della valle non tanto le sue.
    L’onda d’urto ( di aria) che si è propagata su Longarone ha distrutto il centro del paese prima dell’arrivo dell’onda che comunque si è abbattuta all’imbocco della forra dove si trovava più o meno il borgo di Vajont, a fianco di Codissago formando una “buca di 40 mt di profondità”, e in seguito alla sua “esplosione” al suolo ha distrutto gli abitati limitrofi a Longarone.
    Il personaggio di Ancilla sarebbe già morta prima dell’arrivo dell’onda quindi.
    Olmo Montaner non avrebbe potuto sopravvivere… Non sarebbe nemmeno stato possibile ritrovarne i resti nella posizione in cui era. Della cabina di controllo è rimasto solo una piccolissima parte sbiadita di pavimentazione.
    Non hanno mai ritrovato i resti del personale dipendente… Salvo la giovane cuoca appena assunta ( e per puro caso).
    Nel collettivo non si ha nessuna idea delle dimensioni di quello che è successo… In particolare il nostro amico che si dileggia a descrivere in prosa un’onda marina in Sardegna… Come paragonare i botti di capodanno con Hiroschima…

    • Guarda, evidentemente c’è chi ha opinioni diverse. Buon per loro che hanno apprezzato il film, ma sinceramente vedo poco racconto dei fatti e tanta scena.
      Riguardo all’onda assassina, credo che Toptone abbia inteso quello che volevo dire dopo essermi spiegato meglio, semplicemente spiegava perchè secondo lui era corretto il taglio cinematografico dato all’onda.

      • Nessun problema a rispettare le opinioni altrui. Solo che l’impressione è quella di essere al cospetto di un pò di superficialità. Soffermarsi sulla questione del soggetto è alquanto fuori luogo.
        Il taglio cinematografico “dell’onda” è relativo… Semplicemente perchè non è possibile riprodurla. Forse non si può nemmeno immaginare.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: