[Amarcord] 25/03/2006 I just call, to say…

Una telefonata, tanti amici.

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"Pronto?"

"Buonasera! Allora, com’è andato il seminario?"

Così è cominciata la giornata… no, andiamo un pò indietro: la giornata è cominciata molto prima. Mi sveglio alle 9 di mattina… porco giuda, se è tardi… dovrei essere a lezione, ocmincia ora… fortunatamente la prof ritarda sempre un dieci minuti… non che bastino, ma meglio che un calcio nei denti… bon, poco male. Faccio in un lampo come al solito, arrivo in facoltà con un ritardo abominevole. Mezz’ora… niente, direte voi, ma in mezz’ora si posso spiegare tante cose… o così dice la prof.. fatto sta che seguo lezione, poi al volo ad ingegneria, a studiare, poi all’ora di pranzo a festeggiare un compleanno, matchino veloce a tresette, poi di nuovo a studiare un’oretta. Francesca aveva il seminario, stamane… ma cazzo, mi sono dimenticato di chiamarla. Ne approfitto ora… mentre vado a lavoro… Due chiacchiere, anche di più, un dieci-venti minuti di telefonate…

I just call…

"Ma stasera ci vieni all’incontro?"

Eh, a saperlo.. e poi smonto alle 22 da lavoro, lì comincia alle 21.30…

"Vabbè, ma magari ce la fai a beccarti un pezzo, così ci si vede un pò, che non ci vediamo mai, sennò…"

E come fai a dire di no? E’ così che gli amici mi prendono: come dire di no? In fondo, come fai a dire che non vai di fronte ad una tua amica che ti conosce poco, pochissimo forse fra i tuoi amici è quella che ti conosce meno, e che alla prospettiva di non vederti nemmeno quella sera, senti che si inserisce una piccola, impercettibile nota di… no, non delusione, ma di dispiacere… di puro dispiacere per non vederti, sai che potresti anche essere lì per quello che ti riguarda, sai esattamente come dal sorriso è passata ad un piccolo broncio. Ma porco mondo, perchè gli amici devono farmi questo effetto? Perchè voglio bene ai miei amici, dal primo all’ultimo, e i più grandi amici sono a volte i più impensati… e così mi son deciso… sono arrivato sul posto che eran le 22.30 passate, incontro quasi finito… beh, sorpresa, ci trovo la Fra in fondo, e mi siedo lì vicino… ce la ridiamo… un paio di battute, un ascolto serio del discorso… poi l’incontro finisce… usciamo dalla sala e rimaniamo a chiacchierare fuori, con tutti e con nessuno… c’è anche Iaia… beh, ovvio, non ha molto tempo, ma deve preparare un incontro con l’Aermacchi, mi pare che sia più che giustificata… comunque, con Francesca non si parla molto, giusto due o tre parole, un paio di sorrisi, e lei va via, ovviamente, poveraccia, è stanca morta, proprio a livello fisico… in fondo non c’è niente di stressante come parlare di fronte a tanta gente… dettagli… esco, due chiacchiere con Matteo mentre lo accompagno per un pezzo, ma prima, passo accanto a Iaia, e lei mi dà uno scappellotto, poi mi abbraccia dandomi un bacio e mi sussurra "Ti voglio bene"… Mondo disco, ragazzi. E tutto scatenato da un sorriso che si è spento, e che non ho nemmeno visto… Vedere Francesca, anche se per un paio di minuti, scambiare un sorriso di intesa con Iaia, che dice tutto, dice tutto a noi che sappiamo cosa vuol dire, un sorriso che è sette anni di amicizia, litigi, sorrisi, abbracci, lacrime, risate, sorprese, scoprire di nuovo tutto questo è bello…

Ed allora… beh, si insomma… i ringraziamenti di rito, perchè ogni volta, i miei amici vanno ringraziati, come potrei non farlo… ripetitivo? Si, può darsi… ma qui detto leggeio, per cui ringrazierò a non finire tutti quelli che mi va, e tutte le volte che voglio…

Grazie Francesca, perchè senza quella telefonata, enza quel sorriso che si è spento al telefono e che ho sentito spegnersi, e senza la voglia che avevi di vedermi, non avrei mai passato una serata fantastica. Grazie perchè sei sempre allegra, contagiosamente allegra.. E grazie perchè ti scordi sempre di mandarmi la sceneggiatura della tua Alice, perchè così te lo posso ricordare…

Grazie Iaia, perchè ogni sorriso è un regalo, ogni abbraccio è la nostra amicizia, dall’inizio fino ad ora, fino a domani, fino a sempre, grazie perchè non mi molli mai, grazie perchè trovi sempre anche solo 5 secondi per me, grazie perchè mi vuoi bene nonostante tutto, grazie perchè non mi sono mai vergognato di aver pianto davanti a te…

[Giuro che a scrivere questo paragrafo stavo per piangere di nuovo… grazie, Iaia, perchè mi regali un’amicizia meravigliosa…]

Grazie Matteo, presidente e amico, che deve fare un sacco di cose, eppure c’è sempre.

I just call…

Mi basta una chiamata, e sono di nuovo fra amici…

I just call, to say…

To say…

Thanks to all my friends…

Pubblicato il dicembre 24, 2008 su Amarcord, Amici, Vita. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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