[Amarcord] 06/06/2006 B16: Se non ci riesce lui…

Una giornata a Roma…

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Bella storia: sabato 3 giugno sveglia alle 4, che alle 5 si parte… per cui, perche’ andare a dormire?

Giustamente sono rimasto sveglio. Alle 5 eravamo tutti li’ pronti a prendere il pullman che ci avrebbe portato a Roma per andare a incontrare il papa. Mentre si cazzeggia aspettando i ritardatari, non mi vedo arrivare il Pes? Cazzo, che storia! Grandissimo! Arriviamo a Roma, ovviamente sul pullman mi disintegro dormendo, la schiena mi insulta in tutte le lingue, ma non importa. Scendiamo dal pullman, e io e il Pes ci mettiamo vicini, incollandoci a nostra volta a qualcuno che sa la strada per arrivare in piazza san Pietro. Tecnica nota anche come "Algoritmo della pecora"…🙂

Bella li’, arriviamo in piazza. C’e’ gia’ un casino troppo di gente. Bom, ci piazziamo in piazza, giusto? Giusto. Cominciamo a mangiare perche’ e’ mezzogiorno e mezzo, giusto? Giusto. Aspettiamo rilassati il papa, giusto? Sbagliato. Il servizio d’ordine viene a comunicare che l’ingresso in piazza e’ alle 14.30. Porco schifo. Sgomberiamo (a onor dei ragazzi del servizio d’ordine, c’e’ da ammettere che la piazza e’ stata sgomberata in appena 45 minuti, e contando che era piena mi pare un ottimo tempo), e ci rimettiamo in fila. Nel frattempo perdiamo un pezzo di gruppo durante l’uscita, ed un altro mentre ci sistemiamo per la fila. Beh, pazienza, siamo dal papa, mica pizza e fichi… E in fondo e’ un piccolo scotto da pagare, rispetto al guadagno: Aperta la piazza, riusciamo a raggiungere la ringhiera, praticamente siamo messi con vista su strada, e papa Benedetto XVI, per gli amici B16, ci passera’ davanti… Fico. Bom, passiamo il tempo cazzeggiando, ascoltando canti, vedendo gente scavalcare per andare dall’altra parte della strada… Fotografo le guardie svizzere, nel frattempo io e il Pes cerchiamo i Quattro Mori, ovvero la bandiera sarda, perche’ ci deve essere. La vediamo infatti in  lontananza. All’improvviso pero’, spunta la suora da combattimento: tira su una bandiera praticamente davanti a noi. E sono i 4 Mori. Parte spontaneo un "Aio’!" che sfonda svariati timpani. Nel frattempo messaggio con Iaia. Non e’ potuta venire, mi spiace un casino, perche’ e’ un po’ triste per sta cosa. Per cui le prometto che le saluto il papa…🙂

Comincia la liturgia (nota bene: la suora continua a mantenere su la bandiera per tutto il tempo, la abbassa solo durante l’omelia di B16), e dopo un po’ di filmati amarcord nei quali vengono fatti vedere i discorsi dei fondatori dei vari movimenti a GP2 (cioe’ il nostro amico Karoll :)), arriva B16. Lo attendiamo al varco. Siamo li’ aggrappati alla ringhiera. Lui passa. Foto al volo col cellulare. Poi mantengo la promessa… Gli urlo "Ti saluta Caterina!". Spero che lo abbia sentito. E poi i saluti dei capi dei movimenti. E poi parla B16, di tutto. E noi riceviamo la possibilita’ di avere l’indulgenza plenaria. Cazzo, e’ il momento per confessarsi. E’ tantissimo che non lo faccio. Anche il Pes. E tutti e due ci dobbiamo levare un gran peso dal cuore. Il Pes da diversi anni, io da qualche settimana. Ma un peso e’ un peso. Alla fine sono sempre cose difficili da dire, anche ad un prete. anche se ti sta confessando. Ma come ha detto il Pes: "Se non ce la fa B16, nessuno su questa terra ce la fa". Per cui ci fidiamo. Usciamo da piazza S.Pietro alle 21 e rotte. Arriviamo al pullman non si sa come. Partiamo alle 22.30, forse alle 23. Mi cappotto sui sedili in fondo. Alle 3.30 arrivo a casa. Poi la mattina, domenica, vado a confessarmi. Il Pes si confessa nel pomeriggio. Ragazzi, davvero, se non ce la fa B16, non ce la fa nessun altro. Vivo, intendo.

Conclusioni? Beh, che dire… ho scoperto la grandezza di una persona come il Pes, che gia’ stimavo e che ora stimo ancora di piu’, non tanto perche’ sia venuto dal papa, quanto perche’ finalmente ha preso il coraggio in mano e ha confessato un peccato vecchissimo. E ci vuole un gran coraggio per farlo. Ho visto da vicino B16, e sono contento. Mette un nonsocche’ dentro che non si sa. Bello. E poi l’ho salutato da parte di Iaia. E in tutto cio’ ho scoperto che Giovanni Paolo II aveva ragione su tutta la linea: quando mori’ ho pianto come un bambino, gli ho voluto bene perche’ era il nostro papa, un uomo, un ragazzo. Era il papa di noi ragazzi, ma anche di tutti. E scopro che ci ha insegnato a voler bene davvero: B16 e’ un papa a cui voler bene. Come GP2… Lo stesso cammino, la stessa storia. Lo stesso affetto che ha lui per noi e noi per lui…

Pubblicato il dicembre 26, 2008 su Amarcord, Amici, Vita. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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