[Amarcord] 7/20/2006 Talkin’ about the…

Pensieri a ruota libera…

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Parlare di, a proposito di… di cosa? Tente cose, tanti pensieri, mi salgono su per la testa, stanotte… Da dove arrivano? Da lontano, da una stella che mi guarda e mi manda un sorriso, dal profondo dello stomaco, o del cuore, dagli occhi che guardano, osservano, ricordano. E tutto arriva in questi pochi centimetri cubi che sono la mia testa, il mio cervello. Grande, troppo grande, dicono gli scienziati. Non abbastanza, dico io. Non abbastanza per comprendere, capire, tutto quello che ci sta intorno, a volte anche le cose più banali. Meraviglioso, il cervello. Memorizza tutto. Qualcosa lo rimuove, qualcosa gli arriva e lo scarta subito. Ognuno di noi è un po’ Hercule Poirot, ognuno di noi usa le sue cellule grigie. Le usa, tanto, e a volte anche bene. Non sempre, però. A volte è così facile sbagliare. E’ cosi facile illudersi. A volte è semplice chiudere gli occhi, il cuore la mente. Ci sono cose che sai già, ma quella parte di cervello che si chiama cuore fa sempre capolino a dire: “Magari ti sbagli…”
Brutto bastardo. Brutto bastardo di un cuore, maledetto fabbro di speranze, passioni, amori, auguri, maledetto martellatore della coscienza, maledetto, maledetto, bruciante, martellante, impetuoso cuore. Maledizione. Grandissimo bastardo, come si fa a non volerti. A non volerti ascoltare, a volersi chiudere ai tuoi sussurri. Bastardo. Bastardissimo cuore, che alimenti le speranze della gente, che cerchi di deviare dall’evidenza, anche se in fondo lo sai che è così. E poi, dopo tutto questo, te ne esci, te ne esci con la vita, che scoppia con te, enorme, meravigliosa, sorridente. Te ne vieni fuori con quello che veramente vogliamo, al di là di tutto quello che crediamo di volere. A seguire quel brutto bastardo c’è solo da guadagnarci. Seguendo non il suo sorriso superficiale, non la tempesta che sa provocare, ma scendendo più giù, nell’abisso, al di sotto. Dove c’è quello che davvero vogliamo. Non è facile trovarlo. Non è facile entrare in quella fucina, in quella dannata e meravigliosa fucina, senza fermarsi a guardarlo costruire passioni ed emozioni. Non è facile convincersi che quelle sono già raffinate, messe lì perchè sono lì. Non è facile andare in cerca della botola nascosta, che rivela le scale, al fondo delle quali c’è il vero cuore, che estrae dal profondo dell’anima i tuoi veri desideri, lontano dal clamore della forgia di passioni che c’è di sopra. Non è facile, è dura, davvero dura, specie se non si ha una guida. Ma ci si può riuscire. E lui è lì, che estrae, ha già estratto ciò che veramente ti serve, ciò che veramente è te stesso. E ti aspetta, sorridente, seduto in poltrona, con un bicchiere di vino, un buon libro ed un fuoco nel caminetto, che scalda. E’ lì, che aspetta che tu guardi dentro di te, in profondità, è lì che aspetta te, e ti accoglie con quel sorriso, quel sorriso che sai che è lì per te, che ti dice che sei arrivato dove volevi. E allora ti attacchi a lui, segui il tuo cuore, quello vero, quello sotto. E inviti lui a seguirti lassù nella fucina, piano piano, un po’ al giorno, per alimentare il fuoco della forgia con i tuoi veri desideri. E alla fine sei arrivato, il cuore, quello che batte le emozioni, il fabbro, e accanto a lui quello che alimenta il fuoco con la legna adatta. E ci sei.
E ci sei, e vedi. Vedi i tuoi amici, e vedi che ci sono. Ci sono ora, ci saranno sempre. Ogni volta che ne avrai bisogno. Perchè lo sai che non ti abbandonano mai. Anche quando ti senti come se stessi scavando sotto il fondo, ci sono. Devi solo chiedere aiuto, e loro ti tirano su. Ti prendono, a qualunque profondità, e ti riportano in cima. Là dove si respira aria buona, là dove c’è il vento che accarezza i tuoi capelli, il sole che bacia il tuo viso, la roccia sotto i tuoi piedi che ti fa sentire solido. C’è tutto questo nel loro sorriso, nella loro mano tesa. Nella loro vita. Nella tua. Nella vostra.
Scrivere così mi fa sentire un po’ Peguy. Grande autore. Poco conosciuto, ma un grande autore. Ridondante come un circuito di protezione, ma è uno stile che mi si adatta. E’ lo stile dei miei pensieri. Che girano, girano in tondo, a volte senza mai fermarsi, a volte rimanendo fermi per una eternità. Ridondante. Ma non è l’unico stile, dentro questo stile, ci metto anche gli ossimori, ascoltare un colore, vedere un suono, asciugarsicol mare, scottarsi col ghiaccio. Ridere di tristezza, piangere di gioia. Un ossimoro per ogni cosa, e a volte non c’è bisogno di trucchetti letterari. Perchè i miei pensieri sono così: ossimori coerenti, ordinatamente caotici, razionalmente emotivi. I miei pensieri sono un uovo cosmico, sono una singolarità spaziotemporale, sono un ammasso superdenso adimensionale. Grandi come le montagne, piccoli come l’uomo che sono.
Bevo un sorso d’acqua, mi rollo una sigaretta, continuo a scrivere. Davanti a me un monitor, un piccolo spazio nel quale lanciar ei miei pensieri. Un piccolo spazio per scrivere, per dire chi sono, per dire come sono fatto. A ruota libera. Libera associazione, senza sapere qual è la prossima parola che scriverò, senza una meta precisa, girando intorno al mio mondo, ai miei pensieri, tutto quello che penso passa sulle mie dita, sulle mie mani, che usano la tastiera per esprimersi. L’uomo manipola l’universo con le mani, le mani sono ciò che costruisce il mondo. Le mani cercano, scoprono, osservano, sentono. Ancora, avanti, senza una meta, o senza vedere la fine del discorso. Avanti a scrivere fino a che non hai più nulla da dire, o forse finchè non vuoi dire più nulla. In fondo cosa c’è da dire? Lo spazio è poco, per quanto grande, è poco per comprendere tutto quello che vorrei, potrei dire. E allora chiudo qui in dissolvenza, mentre le parole, come una musica, arrivano fino alla fine, nell’ultimo spasmo trionfale della melodia delle parole. Avanti, in dissolvenza, cercando qualcosa da scrivere e sapendo che non può andare avanti in eterno, rendersi conto che tutto il resto può aspettare, con calma, non c’è fretta, in attesa della prossima melodia…

Pubblicato il dicembre 29, 2008 su Amarcord, Parole In Libertà. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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