Archivio mensile:gennaio 2009

26 Gennaio 2009 – Divento zio!

Beh, il titolo è autoesplicativo… Sono commosso e felice. Rachele è bellissima, e alla nascita (ore 23.52) pesava 4,01 Kg… praticamente un torello ^_^

Sono davvero felice, per mia sorella e per mia madre, e poi per me…

Prima di lasciarvi alle foto di rito, un paio di ringraziamenti:

Iaia, che anche se era a lavoro, ha trovato il tempo di un messaggino e sono certissimo che mi è sempre stata vicino, anche se distante fisicamente… Sei sempre un’amica speciale.

Sara (si, si, parlo proprio di te), che mi ha sopportato mentre facevo la telecronaca in presa diretta via sms…  Grazie di cuore, sei un tesoro.

Laurina, che anche se è andata a letto presto ha trovato il tmepo di farmi un po’ di coraggio… Oggi mi sbilancio e ti meriti un Forza Pisa!

E per ora basta…

Foto di rito:

Il bagnetto:

Bagnetto

Ancora a mollo (va pulita bene :)):

Bagnetto2

L’asciugatura:

Asciugatura

E infine la pesa (4010 grammi :D):

Pesatura

‘Njoy!

Miauz!

[Amarcord] 4/5/2007 Un ponte per Terabithia

Un bellissimo film… uno dei più belli che abbia mai visto…

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Pubblicità sentita alla radio… Andiamo a vederlo. Prevenire è meglio che curare, dicono, per cui io parto prevenuto. Mi aspetto la solita storia fantasy. Mi trovo tutt’altro.
Ma partiamo dall’inizio: lui disegna, è molto bravo. Lei scrive, è molto brava. Hanno 11 anni, più o meno. Entrambi corrono, e pure veloci. Entrambi non hanno amici. Si trovano a vivere accanto. E poi comincia la storia. E’ una storia di magia, di fantasia, di realtà, di piccole paure, di grandi dolori. E’ la storia di un mondo normale. E’ la storia di due ragazzi soli che scoprono inseme un nuovo mondo, magico, meraviglioso, dove l’esercito dei buoni è composto di libellule, mentre i cattivi sono scoiattoli mostruosi ed uccellacci spaventosi. E’ la storia di Terabithia. E’ la storia di due ragazzi. Come si entra a Terabithia? No. Non con un armadio, non grazie ad un potente mago, non con un libro. No, nemmeno con un ponte. Con una corda. E così all’improvviso, uno squallido pezzo di bosco diventa un regno fantastico. Un regno di caccia ai troll, un regno dove si combatte l’Oscuro Signore del Male (si, così. Non ha un nome. A cosa servirebbe?), un regno dove si può per un attimo andare in un altro mondo, vivere una grande avventura, tornare a scuola, e viverne una ancora più grande, perchè vera. Un mondo dove si possono affrontare le proprie paure, per poterle poi affrontare nella vita reale. Benvenuti signori, benvenuti a Terabithia. Benvenuti nella casa sull’albero. Benvenuti in una storia normale. Benvenuti nella gioia di un’amicizia, e nelle lacrime di una perdita. Lo confesso, stavo quasi per piangere. Un ponte per Terabithia tocca qualcosa nel cuore. Tocca il bambino che c’è sempre. Eran pupazzi, erano barbi, era il “Facciamo che…”
“Facciamo che noi eravamo i pirati buoni e dovevamo liberare le principessa…”
Facciamo che c’era un posto che si chiama Terabithia. Facciamo che Lui era il Re e lei la Regina. Facciamo che le pigne diventano granate. Facciamo che torniamo bambini.
“Chiudi gli occhi, e tieni bene aperta la mente…”
Benvenuti a Terabithia.
Nulla ci schiaccerà!