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Avatar: James Cameron Strikes Back

Ebbene si… Un saltello al cinema ci vuole sempre. Avatar sta spopolando, per cui, perchè non andarlo a vedere? Decurtiamo 10 euro dal portafogli, armiamoci di occhialini polarizzati, e affrontiamo la terribile fila del tutto esaurito.

 

Attenzione: se non lo avete visto, sto bellamente spoilerando la trama.

Via che si parte. L’effetto 3D è gradevole, non sembra pesare troppo. Il nostro eroe è costretto su una sedia a rotelle. Siccome il suo fratello gemello si è ritrovato in una condizione molto peggiore, cioè è schioppato, viene inviato lui su Pandora, un pianeta probabilmente patria dei dolci natalizi, come guardia armata, al posto del fratello che era uno scienziato. Va beh, ma perchè? Facile: su Pandora c’è un’atmosfera che se respirata fa perdere i sensi in 20 secondi e crepare in 4 minuti. Al che i geniacci decidono di fare decisamente un gran lavoro: incrociano il dna umano con quello degli alieni nativi di là, in modo da poter linkare le persone con quel dna ai suddetti alieni. Praticamente una connessione wireless organica. Ora, ovviamente il gemello del soldato ed il soldato hanno lo stesso dna. Quindi, vai che si manda lui. Ovviamente, appena connesso, il soldato sperimenta la sensazione di muoversi di nuovo con le sue gambe, ed altrettanto ovviamente, senza nemmeno un minuto di pratica con il simulatore se la cava incommensurabilmente meglio di tipi che hanno passato 500 ore a capire come controllare un corpo alieno collegato in wi-fi. Morale, invece di spendere milioni di dollari per addestrare le truppe, collegatele direttamente, beoti. Ovviamente, il tipo è un marine, e gli viene chiesto di spiare i nativi e di entrare nelle loro grazie. O per qual motivo? Semplice, i nativi hanno messo il culo sul più grande giacimento di Unobtanium del pianeta, per cui, o si spianano o si levano dai maroni. Naturalmente il soldato col suo avatar, incontra la tipa di turno, che lo prende, lo porta a casina e gli insegna a diventare un vero guerriero. Si, chiaro, i due finiranno a trombare, avevate dubbi?

 

Ovviamente il soldatone piano piano si converte e diventa membro della tribù, ovviamente è il predestinato, ed ovviamente il megacolonnello cattivone vuole distruggere tutti. Ovviamente lui spiega cosa era mandato a fare, e dovviamente diventa un reietto. Ovviamente ritorna mostrando di essere il superfigaccione della situazione, ovviamente raccoglie tutti i nativi sotto la sua egida, ovviamente il megacolonnello si fionda contro di lui, e ovviamente i cattivoni umani armati con elicotteri da assalto e bombardieri vengono spianati da una manciata di tipi con arco e frecce. Altrettanto ovviamente, alla fine il soldato verrà impiantato nel uso avatar senza bisogno della connessione wireless. Questo perchè tutto il pianeta è una rete neurale. Avete contato gli ovviamente? Ecco. Mi sono sentito come quando ho letto Eragon: nel libro i colpi di scena me li aspettavo con un buon 20 pagine di anticipo. Qui me li aspettavo con un buon 20 minuti di anticipo. Alla seconda ora, anche il piccolo tassello di come avrebbe fatto Jake Sully (il soldato) a reincarnarsi nel uso avatar è stato allegramente risolto. In pratica non c’era assolutamente niente che non avessi previsto. Inizialmente pensavo di avere il dono della preveggenza, poi ho capito che la trama è una cagata colossale. Peggio di quella dei Transformers. Ma va beh. Fondamentalmente si tratta di due che si trovano, si innamorano, ciulano e poi fanno un culo così a tutti. Sarò sincero: il mondo di Pandora è fatto veramente bene, sono rimasto sinceramente impressionato. Gli effettoni speciali si sprecano, ma ci stanno più o meno tutti.  Pregevole l’apparizione di Sigourney Weaver nei panni della dottoressa Grace, poco altro di significativo. Ho dovuto mordermi la lingua più volte nel cinema per trattenere commenti piuttosto salci sul film. Nel complesso, merita solo per l’ambientazione, il resto è tranquillamente scaricabile nel cesso.

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La Domenica Sportiva, La Vita, L’Universo, E Tutto Quanto

Di tutto un po’ in questo fine settimana…

Partiamo da Rossi, che a mondiale vinto si batte come un leone e fa un recupero pauroso da vero fenomeno, arrivando secondo dopo essere partito dalla quarta fila.

Buon quarto posto per il sempre stupefacente Jorge Lorenzo, che dimostra, dopo un duello all’ultimo respiro, che se non si fosse disintegrato le caviglie avrebbe potuto essere il terzo incomodo del duello Rossi-Stoner.

Passando al calcio, non posso che notare che l’Inter ha fatto un partitone, andando a vincere. A tal proposito, non ci si può che inchinare di fronte alla magia di mago karate-kid Ibra… Praticamente un ura-mawashigeri al pallone. Un colpo di karate in grado di segnare un gol…

Come nota a margine, da segnalare una gran prova di Adriano.

Cambiando completamente argomento, Fra un mese ci sarà Lucca Comics. una delle più famose rassegne di giochi e fumetti. Mi sono ritrovato, a causa di una serie di vicissitudini, a dare la mia disponibilità per una cosa che stiamo organizzando. La mia capa mi ha chiesto di non dire ancora nulla, ergo quando avrò l’ok, dirò.

Sempre legato ai giochi di ruolo, ho avuto l’occasione di recensire, per la Wyrd Edizioni, Di fare una recensione della novella 4° Edizione di Dungeons&Dragons, non so ancora bene dove la publbicheranno, se online o meno, ma è una bella cosa che lo abbiano chiesto a me. Quando e se uscirà, comunicherò. Bom, domenica ricca mi ci ficco. Vi lascio con il pensierino della sera:

Se sei il cattivo, e stai tenendo il buono sotto tiro, disarmato e alla tua mercè, e lui si butta improvvisamente a terra dopo aver guardato dietro di te, non perdere tempo a girarti. Buttati a terra anche tu. Subito.

‘Njoy!

– Miauz!

Fantasy e fantastico: una riflessione

Pubblico volentieri l’intervento di Sergio, apparso sul forum del 5° Clone, intervento che, come accade ormai da tempo quando si tratta di discussioni che vanno al di là del semplice DnD, è sorprendentemente vicino a quello che penso, ed è espresso molto meglio di quanto io sappia fare normalmente. A voi:

Questo è uno sfogo che sto rimurginando da tempo. Lo scrivo qui perchè con il Fantasy ammetto che entra solo in parte: eppure la connessione c’è, e si applica a molti sistemi GdR dell'”ultima generazione”. Per farvi capire di che parlo, parto da lontano. In pratica, con una mia recensione.

Lo spunto per parlarne me lo ha dato “Wanted – scegli il tuo destino”. Ennesimo film derivato da un fumetto di Miller (Sin City, 300, eccetera), che continua a trattare il tema dei superuomini, dell’iperviolenza e del farsi giustizia o essere artefici del proprio destino (e di quello del mondo) a prescindere da qualsiasi pretesa di convivenza, mediazione o rispetto dell’altro. In pratica, se non sei un protagonista, non sei nulla; e se non sei nulla non hai nè possibilità nè – sottinteso – diritto di far sentire la tua voce. Peccato che per essere qualcuno tu debba avere necessariamente bisogno di essere sovrumano.

Dalle recensioni che ho letto, quantomeno Miller ha il buon gusto di non dare giustificazioni etiche ai protagonisti di Wanted. Sono, fatti e finiti, dei cattivi. Amorali e tesi solo a realizzare sè stessi, in barba al resto del mondo. Il film non ha neppure questa decenza.

Pur di essere presentabile nelle sale, patina la vicenda con uno sfondo etico. Dipinge i protagonisti come guidati, se non altro da un “nobile intento”, ma in pratica sprona all’autorealizzazione, praticamente priva di vincoli. Non viene neanche lontanamente messa in discussione la fede nel codice mistico che designa i bersagli: nell’unica scena in cui accade, la risposta è talmente retorica e puntata sull’empatia con la vittima (la Jolie da piccola), da cancellare ogni dubbio sul fatto che una mistica dell’ “uccido uno per salvarne cento” possa avere qualche “piccolo” problema di obiettività.

L’unica speranza implicita e data per scontata viene dall’integrità morale del protagonista – che giustifica ampiamente lo sfogarsi, praticamente senza limiti, quando ti viene fatto un torto. Un po’ come dire “ne ho piene le scatole di dovermi controllare per convivere a questo mondo – tanto più con chi non lo merita – al diavolo, ora decido io”.

Ma è un ottica di rivincita assoluta che fa paura – perchè funziona solo con un caso su un milione, nella fattispecie un personaggio immaginario, ma applicata nella realtà porta a farsi giustizia per qualsiasi torto, reale o presunto tale, e decidendo da soli la proporzione della reazione. Facendosi la legge da soli, in pratica. Come fossimo tutti un po’ supereroi, con superprincipi morali a legalizzare le nostre scelte.

Mi si dirà che esagero, e in fondo è un film di fantasia. Il problema è che negli ultimi anni questo messaggio più o meno velato lo vedo ripreso un po’ ovunque, specie nelle fiction indirizzate ai più giovani o agli adolescenti. Mi diverte vederli, ma in questo mi stanno sinceramente stufando e nauseando. Non importa che venga propagandato “perchè tanto è di fantasia”. Perchè in realtà non è proprio così.
Accetta anche solo una briciola di quanto ti viene proposto, ed inizierai a giustificare guerre preventive, “leggi di mercato” e del lavoro che trascendono l’etica verso le persone, comportamenti completamente contrari al rispetto di chi la pensa diversamente da te, e via dicendo. O la legge del più forte, solo perchè “ha dei buoni motivi”.
Quando in realtà non esistono buoni motivi che tengano! Il principio del senso di rivincita quando si è esasperati porta nel 90% dei casi all’orrore, non alla giustizia. E che questo non venga praticamente _mai_ detto in un film per ragazzi che punta a fare cassetta ed audience, mi preoccupa.

Così, il film “Wanted” finisce per diventare l’ennesima giustificazione e propaganda alle azioni dei potenti (“super” solo perchè dispongono del potere di guidare intere nazioni, multinazionali o gruppi di pensiero), assunto che siano leader perfetti e sinceramente dediti al bene dell’umanità (chi non la pensa come loro, non rientra a pieno titolo nell’ “umanità” stessa, beninteso).

E qui si arriva al punto: come se non bastasse mi mancava di vedere questo concetto in fase di affermazione nel fantasy: invece, pure qui (non parlo solo della 4a edizione) stiamo iniziando a relativizzare allineamenti ed etica nel corso del tempo. Non in nome della libertà di interpretazione, quanto per assecondare sempre più in chi gioca l’impulso a sfogarsi senza controllo, e a vedere nelle leggi e nell’autocontrollo solo un peso e una rottura di scatole.
Spero sinceramente in una certa inversione di tendenza su questo argomento in futuro, ma non ci contro troppo. E’ un leitmotiv che ho paura di star vedendo sempre più presente in ogni aspetto nella nostra società, e sempre più pericoloso.

Starò esagerando? Mah…

E voi cosa ne pensate?