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[Amarcord] 07/01/2006 La Compagnia Degli Imbelli…

In astinenza da gdr, decisi di spiegare cosa è un gdr… La mia opinione non è cambiata molto.

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Uff… voglia matta di giocare di ruolo. Si, si, quella roba strana chesi gioca intorno ad un tavolo, con un gruppo di amici. Si, quella roba che la gente di solito quando lo sente pensa a satanisti, sette nere, e quant’altro… Si, quella roba lì. Che poi non è niente vero. Partiamo dalle basi. La domanda fondamentale è: cosa è un gioco di ruolo? Come tutte le domande fondamentali, anche questa ha la risposta definitiva, e cioè 42. Se non sapete perchè, aggiornatevi. 🙂 Comunque una risposta un po’ più esaustiva è d’obbligo, dato che come al solito i benpensanti e i bigotti, a leggere queste tre parole, "gioco di ruolo", si spaventano. un gioco di ruolo è prima di tutto un gioco. Niente di più e niente di meno. Solo un gioco, nel quale si sta assieme. Chiaro? Chiaro. Andiamo oltre: è un gioco da tavolo, nella sua incarnazione originaria. Il che implica che ci si sede ad un tavolo e si gioca. Come in un qualunque altro gioco di società (risiko, monopoli, pictionary, taboo, e tutte le tavanate del genere…). Fin qui ci siamo. Altro giro altra corsa. Cosa differenzia un gioco di ruolo da altri giochi di società? Beh, il fatto che un gioco di ruolo somiglia tantissimo ad una recita teatrale a canovaccio… cioè si improvvisa. Certo, si descrivono solo le azioni che vengono fatte, senza farle fisicamente, ma il concetto è lo stesso. Come si gioca ad un gioco di ruolo? Semplice: si prende un gruppo di persone, di cui una fa il Master, o Arbitro, o Narratore, o Custode, o come si voglia chiamare. Del suo ruolo ne parleremo in seguito. Si stabilisce il sistema di regole da usare (ce ne sono a iosa, basta scegliere quello che si vuole), si decide l’ambientazione (fantasy, medievale, moderna, futuristica, gotica, cartoon, quello che si vuole), dopodiche si creano dei personaggi, ognuno quel che vuole. Il Master, a questo punto, comincia a descrivere il mondo in cui i personaggi dei giocatori si trovano, descrivendo l’ambiente, ed interpretando a mano a mano le persone che i giocatori incontrano. I giocatori, a loro volta, interpretano il loro personaggio, descrivendo ciò che fa e dicendo ciò che dice. Tutto qui. Il gioco di ruolo è solo questo. Quando ci si riunisce per più di una volta per giocare una storia particolarmente lunga, si parla di una campagna. Scopo del gioco? Divertirsi. Come si vince? Non si vince. Parte del successo è conseguito sconfiggendo il cattivo di turno, ma a parte questo, ogni volta può spuntare qualcos’altro di imprevisto… e poi non è detto che il cattivo sia morto del tutto. alla fine, se proprio si vuole cercare uno scopo, questo è sicuramente la sopravvienza del personaggio, o il raggiungimento del massimo potere, dopodiche, di solito si ricomincia sviluppando altri personaggi.

E questo è un gioco di ruolo.

Cosa c’entro io? Beh, che ci gioco, naturalmente…. Il motivo di questo intervento? Beh, c’ho voglia di giocare, e nel frattempo mi tengo allenato parlando di giochi di ruolo… semplice, no?

La Domenica Sportiva, La Vita, L’Universo, E Tutto Quanto

Di tutto un po’ in questo fine settimana…

Partiamo da Rossi, che a mondiale vinto si batte come un leone e fa un recupero pauroso da vero fenomeno, arrivando secondo dopo essere partito dalla quarta fila.

Buon quarto posto per il sempre stupefacente Jorge Lorenzo, che dimostra, dopo un duello all’ultimo respiro, che se non si fosse disintegrato le caviglie avrebbe potuto essere il terzo incomodo del duello Rossi-Stoner.

Passando al calcio, non posso che notare che l’Inter ha fatto un partitone, andando a vincere. A tal proposito, non ci si può che inchinare di fronte alla magia di mago karate-kid Ibra… Praticamente un ura-mawashigeri al pallone. Un colpo di karate in grado di segnare un gol…

Come nota a margine, da segnalare una gran prova di Adriano.

Cambiando completamente argomento, Fra un mese ci sarà Lucca Comics. una delle più famose rassegne di giochi e fumetti. Mi sono ritrovato, a causa di una serie di vicissitudini, a dare la mia disponibilità per una cosa che stiamo organizzando. La mia capa mi ha chiesto di non dire ancora nulla, ergo quando avrò l’ok, dirò.

Sempre legato ai giochi di ruolo, ho avuto l’occasione di recensire, per la Wyrd Edizioni, Di fare una recensione della novella 4° Edizione di Dungeons&Dragons, non so ancora bene dove la publbicheranno, se online o meno, ma è una bella cosa che lo abbiano chiesto a me. Quando e se uscirà, comunicherò. Bom, domenica ricca mi ci ficco. Vi lascio con il pensierino della sera:

Se sei il cattivo, e stai tenendo il buono sotto tiro, disarmato e alla tua mercè, e lui si butta improvvisamente a terra dopo aver guardato dietro di te, non perdere tempo a girarti. Buttati a terra anche tu. Subito.

‘Njoy!

– Miauz!

Fantasy e fantastico: una riflessione

Pubblico volentieri l’intervento di Sergio, apparso sul forum del 5° Clone, intervento che, come accade ormai da tempo quando si tratta di discussioni che vanno al di là del semplice DnD, è sorprendentemente vicino a quello che penso, ed è espresso molto meglio di quanto io sappia fare normalmente. A voi:

Questo è uno sfogo che sto rimurginando da tempo. Lo scrivo qui perchè con il Fantasy ammetto che entra solo in parte: eppure la connessione c’è, e si applica a molti sistemi GdR dell'”ultima generazione”. Per farvi capire di che parlo, parto da lontano. In pratica, con una mia recensione.

Lo spunto per parlarne me lo ha dato “Wanted – scegli il tuo destino”. Ennesimo film derivato da un fumetto di Miller (Sin City, 300, eccetera), che continua a trattare il tema dei superuomini, dell’iperviolenza e del farsi giustizia o essere artefici del proprio destino (e di quello del mondo) a prescindere da qualsiasi pretesa di convivenza, mediazione o rispetto dell’altro. In pratica, se non sei un protagonista, non sei nulla; e se non sei nulla non hai nè possibilità nè – sottinteso – diritto di far sentire la tua voce. Peccato che per essere qualcuno tu debba avere necessariamente bisogno di essere sovrumano.

Dalle recensioni che ho letto, quantomeno Miller ha il buon gusto di non dare giustificazioni etiche ai protagonisti di Wanted. Sono, fatti e finiti, dei cattivi. Amorali e tesi solo a realizzare sè stessi, in barba al resto del mondo. Il film non ha neppure questa decenza.

Pur di essere presentabile nelle sale, patina la vicenda con uno sfondo etico. Dipinge i protagonisti come guidati, se non altro da un “nobile intento”, ma in pratica sprona all’autorealizzazione, praticamente priva di vincoli. Non viene neanche lontanamente messa in discussione la fede nel codice mistico che designa i bersagli: nell’unica scena in cui accade, la risposta è talmente retorica e puntata sull’empatia con la vittima (la Jolie da piccola), da cancellare ogni dubbio sul fatto che una mistica dell’ “uccido uno per salvarne cento” possa avere qualche “piccolo” problema di obiettività.

L’unica speranza implicita e data per scontata viene dall’integrità morale del protagonista – che giustifica ampiamente lo sfogarsi, praticamente senza limiti, quando ti viene fatto un torto. Un po’ come dire “ne ho piene le scatole di dovermi controllare per convivere a questo mondo – tanto più con chi non lo merita – al diavolo, ora decido io”.

Ma è un ottica di rivincita assoluta che fa paura – perchè funziona solo con un caso su un milione, nella fattispecie un personaggio immaginario, ma applicata nella realtà porta a farsi giustizia per qualsiasi torto, reale o presunto tale, e decidendo da soli la proporzione della reazione. Facendosi la legge da soli, in pratica. Come fossimo tutti un po’ supereroi, con superprincipi morali a legalizzare le nostre scelte.

Mi si dirà che esagero, e in fondo è un film di fantasia. Il problema è che negli ultimi anni questo messaggio più o meno velato lo vedo ripreso un po’ ovunque, specie nelle fiction indirizzate ai più giovani o agli adolescenti. Mi diverte vederli, ma in questo mi stanno sinceramente stufando e nauseando. Non importa che venga propagandato “perchè tanto è di fantasia”. Perchè in realtà non è proprio così.
Accetta anche solo una briciola di quanto ti viene proposto, ed inizierai a giustificare guerre preventive, “leggi di mercato” e del lavoro che trascendono l’etica verso le persone, comportamenti completamente contrari al rispetto di chi la pensa diversamente da te, e via dicendo. O la legge del più forte, solo perchè “ha dei buoni motivi”.
Quando in realtà non esistono buoni motivi che tengano! Il principio del senso di rivincita quando si è esasperati porta nel 90% dei casi all’orrore, non alla giustizia. E che questo non venga praticamente _mai_ detto in un film per ragazzi che punta a fare cassetta ed audience, mi preoccupa.

Così, il film “Wanted” finisce per diventare l’ennesima giustificazione e propaganda alle azioni dei potenti (“super” solo perchè dispongono del potere di guidare intere nazioni, multinazionali o gruppi di pensiero), assunto che siano leader perfetti e sinceramente dediti al bene dell’umanità (chi non la pensa come loro, non rientra a pieno titolo nell’ “umanità” stessa, beninteso).

E qui si arriva al punto: come se non bastasse mi mancava di vedere questo concetto in fase di affermazione nel fantasy: invece, pure qui (non parlo solo della 4a edizione) stiamo iniziando a relativizzare allineamenti ed etica nel corso del tempo. Non in nome della libertà di interpretazione, quanto per assecondare sempre più in chi gioca l’impulso a sfogarsi senza controllo, e a vedere nelle leggi e nell’autocontrollo solo un peso e una rottura di scatole.
Spero sinceramente in una certa inversione di tendenza su questo argomento in futuro, ma non ci contro troppo. E’ un leitmotiv che ho paura di star vedendo sempre più presente in ogni aspetto nella nostra società, e sempre più pericoloso.

Starò esagerando? Mah…

E voi cosa ne pensate?