Archivio mensile:agosto 2007

Questione di stile.

Prendo spunto da un trackback su questo blog, riprendendo una perla di saggezza proposta da Casperize in questo post, così stilosa che mi fa un’invidia pazzesca.

Prima cita un pezzo di un articolo:

…una perla tratta da un pezzo comparso nel 2006 su New Internationalist:

Quando accendi il tuo computer, stai facendo una dichiarazione politica. Se il tuo computer avvia Microsoft Windows, come per la maggior parte delle persone, stai dichiarando che le multinazionali dovrebbero poter controllare l’accesso al più potente mezzo di comunicazione di massa che sia mai esistito.

E poi risponde con una dichiarazione che non posso che appoggiare con tutte le mie forze:

E allora, visto che ad accendere un computer si fa una dichiarazione politica, è la mia volta. Quando avvio una macchina, sto estendendo il raggio d’azione delle mie possibilità umane. Sto estendendo la portata di conoscenza, produttività, efficienza, benessere, divertimento e opportunità fin dove il livello tecnologico raggiunto dallo strumento in questione mi consente di arrivare. Ovunque sia, sarà favolosamente più in là di quanto le mie possibilità sarebbero potute giungere nell’era pre-informatica. Quando accendo un computer, accedo ad un prezioso mezzo che mi assiste nel conseguire un fine. Tutto ciò che davvero mi interessa, in un computer e nel suo sistema operativo, si riassumerà senza enfasi in quanto il mezzo sia appropriato per condurmi agevolmente al fine.

Se proprio è indispensabile ricalcare una simile espressione veterosinistroide, questa è la mia dichiarazione politica. Voglio usare Windows Vista. Non voglio usare una distribuzione GNU\Linux. Posso decidere come più mi aggrada. Devo proteggere questo mio diritto. E nessun ciccione avrà mai voce in capitolo: a voler chiamare in causa la politica, io voterò sempre per chi mi pare.

Che dire… Grazie di esistere, una risposta così merita di essere consegnata agli annali della storia.

-Miauz!

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Discorso sui pessimi sistemi

Rifaccio il verso al “Dialogo sui massimi sistemi” scritto da una mente ben superiore alla mia, sperando che Galileo non si rivolti nella tomba, per tornare un’altra volta a sfatare le false informazioni messe in giro sulla rete. Vi invito a leggere brevemente il post di Kijo, e se ne avete voglia, anche l’editoriale “di getto” su Puntodivista. Passiamo ora alla risposta ai vari punti (si, sempre i soliti) citati in questo “sorprendente” articolo:

Alla luce delle mie esperienze faccio un elenco delle caratteristiche che un pessimo sistema operativo deve avere per essere considerato tale:

Bene… considerando che il tipo espone in cima al post il logo “Badvista”, mi chiedo seriamente a quale occulto OS faccia riferimento…

richiedere una enormita’ di risorse per funzionare, anche per fare svolgere semplici operazioni, obbligando a cambiare hardware (in poche parole non ottimizza le prestazioni dell’hardware esistente ma obbliga al consumismo);

L’enormità di risorse si riferisce per caso al mio modesto Athlon 1.3 GHz con 512 mega di ram e scheda video da 128 MB? Non mi pare esattamente un sistema high-end, e Ultimate mi ci gira benissimo. Inoltre, parliamo di Ubuntu: mi pare che richieda risorse ben superiori che un 8086.

essere definito “innovativo” ma si porta dietro gli stessi problemi del suo precedessore (dagli errori con tanto ti schermate bloccanti a tutto il malware possibile immaginabile anche del precedente s.o.);

Classica affermazione di chi non ha provato Vista per più di 10 minuti: per esperienza personale, mai avuto un BSOD con Vista, e ad oggi, dei pochi virus che mi sono entrati, nessuno ha mai fatto danno. Malware non ne vedo da secoli. Parliamo di Ubuntu: ha la stessa architettura di 30 anni fa. Perchè ha un kernel vecchio di 30 anni. E si porta dietro da 30 anni gli stessi problemi di dipendenze, giusto per citarne uno.

deve costare un sacco di soldi offrendo pero’ prestazioni pari od addirittura in alcuni casi inferiori al precedente per analoghe applicazioni;

Bello. Parliamo di Ubuntu. E prendiamo una Slackware 9.0. La seconda è decisamente più minimale, e sfrutta molte meno risosrse, con la conseguenza che le applicazioni hanno una rapidità di avvio molto maggiore rispetto a Ubuntu 6.x. Questione costo: eh, va beh. Ma almeno funziona. Subito. Riprendo una frase dell’editoriale di Punto Di Vista: “non giustifica i problemi il fatto di essere gratis. NO. Il pc è una macchina e come tale DEVE funzionare BENE, a LuNGO e senza troppe menate”.

alcuni programmi che giravano prima non girano più;

Molto pochi, in verità. E sempre meno. Fra l’altro è una naturale conseguenza del cambio di architettura. Prendiamo Ubuntu: versioni aggiornate dei software non girano su vecchie versioni di Ubuntu per via delle librerie, che non sono aggiornate. Senza parlare dei conflitti: il programma X vuole la versione Z della libreria pippo, il programma Y vuole la versione W. Prima che lo chiediate: no, la versione più rrecente non è compatibile con le precedenti. E se le metti tutte e due, si incazza. Alla faccia della retrocompatibilità.

le vecchie periferiche non devono essere supportate;

Personalmente tutte le mie periferiche sono supportate. E non sono esattamente le ultime uscite. Parliamo di Ubuntu: mi pare che sia abbastanza triste il non riuscire fargli riconoscere una periferica come la scheda di rete wireless anche se la vede, al punto che non mi riconosce una rete. Successo personalmente.

non deve contenere i programmi minimi per l’ufficio e l’organizzazione personale e di lavoro standard (soprattutto un buon elaboratore testi completo, con tanto di possibilita’ di impaginazione completa ed interlinea personalizzabile, un foglio elettronico con le funzioni matematiche su tre livelli, vicino alla completezza: statistico, finanziario, trigonometrico);

Mio dio. Qui faccio un breve commento: ricordo che la MS è stata accusata tempo fa di concorrenza sleale, perchè da’ installato di default IE. Tutti si sono lamentati. Ad oggi non esiste un OS uno destinato al pubblico che non abbia un browser internet di installato di default. Puta caso che la MS avesse deciso di distribuire gratis insieme a vista una suite da ufficio. Risultato? Ora tutti si starebbero lamentando che cerca di far fuori la concorrenza di OpenOffice. Qualcuno mi spiega quale dovrebbe essere la soluzione?

non deve avere la possibilita’ di essere installato stand-alone in maniera completa e funzionale, in fretta, e per un tempo illimitato da un supporto fisico come un dvd, perche’ si puo’ presentare il caso in cui c’e’ bisogno di “metterlo” su una macchina in fretta e furia e non preoccuparsi di attivazione di licenze e altre menate che fanno perdere tempo;

Se c’è bisogno di metterlo su una macchina in fretta e furia, basta installarlo senza dare numeri di licenza e menate varie, dato che si può provare gratuitamente per 120 giorni a funzionalità piena. Mi pare un tempo sufficientemente lungo per sistemare i problemi.

Parliamo di Ubuntu: si installa in fretta e furia, ok, salvo poi il rischio di non vedersi riconosciute alcune periferiche.

deve limitare le proprie funzionalita’ per costringere a passare ad un simile prodotto ma di costo superiore. Così obbligherebbe il consumatore a fare mille conti in tasca e poi, per risparmiare, comprare una via di mezzo, per scoprire che non ci sono le funzionalita’ pubblicizzate a gran voce;

Mai sentito parlare di versioni OEM? Non costano così tanto. Fra l’altro, ricordo che aziende come SuSe e RedHat si fanno pagare, e non poco, il supporto dei loro prodotti. Naturalmente riguardo a linux, il problema costo non si pone, ma che ci volete fare, sono strategie di marketing diverse.

deve avere un’interfaccia simile a quelli di altri sistemi operativi concorrenti con scarsa originalità, magari quest’ultima pubblicizzata come “innovativa” e “spettacolare”.

Ah, si… vi ho già parlato della macchina del tempo? Parliamo di Ubuntu: a me risulta che linux si basi sulla copia sputata quasi pari pari del kernel di Unix. E mi risulta anche che molte delle nuove funzionalità di ogni versione siano riprese da altre già esistenti. Poi magari sbaglio, eh.

Arrivati a questo punto… Siamo proprio sicuri che Vista sia così malvagio? Leggete l’editoriale di Punto di Vista, propone una interessantissima riflessione sul tema.

-Miauz!

De Vermi Mysteriis: la minaccia del baco fantasma

Citazione Lovecraftiana per un argomento che ha del surreale e del grottesco anzichenò. Leggevo un paio di giorni fa, sul blog di Feliciano Intini, la notizia dell’“attacco al kernel” tramite un tool chiamato Atsiv. Orbene, di che si tratta? Semplice, questo tool permette di zompare senza problemi la certificazione dei driver su Vista 64 bit. Come lo fa? Beh, semplice, inizia installando dei driver firmati… Ehi, ferma i lavori! Driver firmati? Ma chi può installare driver? Solo l’amministratore. Bene. Ora, che me ne faccio del resto di questo cosddetto “attacco”? Esatto, una cippa di niente. Perchè? Perchè se ho installato i drive ho già i permessi di amministratore, e quindi sulla macchina posso fare quel che mi pare. La sicurezza è già compromessa. Bene, ora allarghiamoci un attimo: molto spesso escono questi cosiddetti buchi di sicurezza (tipicamente per Windows, ma si trovano esempi anche per Linux, BSD, MacOS, e qualsiasi altro OS esistente) la cui frase iniziale, nella descrizione dice, a grandi linee:

Loggandosi come amministratore…

Ora, mi pare chiaro che se qualcuno ha un accesso da administrator alla tua macchina, quella macchina non è più la tua macchina. I buchi di sicurezza di solito implicano una privilege excalation nel sistema. Ovvero sfruttano un difetto che permette di eseguire comandi o codice arbitrario, partendo da utente normale e acquistando tramite detto difetto i privilegi di amministratore. Questo è un buco di sicurezza. Ma quando il “buco” richiede che si parta da amministratori per sfruttarlo, allora il problema di sicurezza non è del sistema operativo (qualunque esso sia), ma di chi sta seduto davanti alla tastiera: se tu amministratore sei così fesso da non stare attento a ciò che installi o ricevi mentre sei loggato come admin, il problema di sicurezza non dipende certo dal software, ma dalla persona.

Scrivo questo post per due motivi: il primo è che qualcosa ogni tanto devo pure scrivere :P, il secondo è che m i sto stancando di leggere che il sistema operativo X ha un buco di sicurezza perchè si può sfruttare un problema se sei amministratore: se sono amministratore su quella macchina, ci faccio esattamente quello che voglio. Non ho bisogno di sfruttare chissà quali bachi.

-Miauz! 🙂