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[Amarcord] 8/26/2006 Giusto perchè sei tu, Irene… :)

Un “breve” test… giusto perchè ne avevo voglia 🙂

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1. Che ore sono?: 9:45
2. Nome che c’è nella tua carta di identità: Jari
3. Nomignolo: Nessuno in particolare. A parte Spank, ma questa è una questione privata fra me e Iaia… 🙂
4. Numero di candele sull’ultima torta: 25
5. Data in cui sei nato: 3 ottobre 1980
6. Data alternativa in cui nascere: perchè? ci sarà pure un motivo se sono nato quel giorno… perchè dovrei complicarmi la vita… mica sono un agente della cia 🙂
7. Altezza: 1,80 e qualcosa… forse anche 1,85… non so, sono anni che non mi misuro…
8. Colore degli occhi?: Marroni…
9. Numero di scarpe: mia madre li chiama valigie… eppure il 47 non è tanto, per me…
10. Occhiali o lentine: mai avuto bisogno…
11. Piercing?: naw… non mi stanno assolutamente bene.
12. Tatuaggi?: no… anche quelli non credo che mi starebbero benissimo…
13. Quanto ti piace il tuo lavoro?: per nulla… anche perchè non è quello per cui sto studiando…
14. Luogo di nascita: Moncalieri, provincia di Torino. All’ombra della Mole, insomma…
15. Residenza attuale: Pisa, all’ombra della torre…
16. Hai già bevuto un cuba libre: si, ma non mi sa di nulla… con un mojito ne possiamo già parlare…
17. Ti sei già ubriacato: e sapeesi come… una legnata apocalittica ad una festa di laurea…
18. Ti sei già innamorato: credevo di si… ma forse no…
19. Hai già amato qualcuno al punto di piangere?: ho pianto per una di cui credevo di essere innamorato, questo si…
20. Hai già avuto incidenti in macchina?: intendi con me DENTRO la macchina? Allora no…
21. Hai le lucine blu e la luce di kit?: senti, le lucine ce le ha un mio amico sulla sua auto. Sorvoliamo, grazie. La lucina modello kit, piuttosto mi sego un mignolo…
22. Sprite o Red Bull?: Sprite, la RB non mi piace.
24. Coca Cola o Pepsi?: Se c’è la pepsi twist mi fa bello, ma di solito coca o chinotto…
25. Lemonsoda o Oransonsoda?: ma tipo un gin lemon, oppure un bel caffè shackerato?
26. Caffè normale o con panna?: se sono alla Casa della Panna con panna, altrimenti caffè nero, amaro e caldo.
27. Coperta o piumone?: piumone, nudo. Oppure pigiama e lenzuolo… La discussione è ancora aperta…
28. Lasciare o essere lasciati?: ma evitare di lasciarsi? No, eh? Vabbè… Lasciare. Ti senti male uguale, però almeno sai qual è il motivo…
29. L’insalata che più ti piace?: rucola. Sulla tagliata. Altrimenti, dalla alla mucca, che poi mi ci faccio una fiorentina.
30. Colore delle calze?: bianche. O nere. Ma di solito bianche.
31. Numero favorito?: che razza di domanda. 42, è ovvio.
32. Perché?: te lo devo proprio spiegare? Douglas Adams si sta rivoltando nella tomba.
33. Animale preferito?: da tenere in casa il gatto. in generale… boh, non saprei, ce ne sono un casinoo troppi…
34. Film preferiti?: eh, un sacco… cito solo episodio 4,5,6 di Star Wars, una parte di episodio 3, I soliti sospetti, un casino di altri.. e The Gamers, ovviamente…
35. Parola d’ordine?: Seee… guarda che la password non te la do.
36. Computer o Play Station?: rigorosamente pc… è difficile scrivere codice c++ con un joypad…
38. Giorno della settimana?: qualunque giorno durante il quale posso dormire e che non vado a lavoro…
39. Canzone preferita attuale?: allora, intendiamoci, non ce ne ho voglia di scriverti la discografia della mia camera…
40. Programma della televisione?: ma piuttosto vado al cinema.. o al limite mi rifugio in superquark. Se anche quello fallisce, cerco un film ad alto contenuto cuturale, tipo Bud Spencer e Terence Hill, o Rambo, o Rocky, o Die Hard, mazzate a iosa e zero sforzo neurale, insomma…
41. Preferisci dare o ricevere?: dare, sempre e comunque.
42. Hai già nuotato nudo?: ed era pure notte…
43. Ristorante preferito?: un bell’agriturismo grezzo, con tanta carne e tanto vino…
44. Fiori preferiti?: la stella alpina…
45. La materia meno interessante?: si chiama Fondamenti di Programmazione. Mi spacco le palle solo a pensare di scriverlo.
46. Bevanda alcolica?: dipende… se andiamo leggeri ci do di birra… se vuoi un digestivo mi porti la grappa, se è per far du’ versi un bel po’ di vino, se sono da fulvio solo cocktail torcibudella…
47. Sport da vedere in TV?: se li trasmettessero biliardo e scacchi. Il calcio solo se gioca l’Inter, sennò il ciclismo che così mi concilia il sonno…
48. Alimento?. io non ho uno stomaco, ho una centrale di smaltimento scorie radioattive. Io ingurgito tutto. Cmq, le lasagne della mamma mia 🙂
49. Frutto preferito?: cocomero alcoolico.
50. Marca di condom preferita?: non me lo ricordo più…
51. Gulliver o Settimo Cielo?: Il Signore degli anelli. Ma non quello di Peter Jackson. Quello di Tolkien.
52. Ristorante o fast-food?: avendo tempo di prendersela comoda e trovandone uno decente, ristorante…
53. Quando sei stato l’ultima volta all’ospedale?: per problemi miei? Per l’appendicite, avevo 8 anni.
54. Di che colore è il tappeto della tua stanza?: il mio tappeto non è di colore, è di valore. E’ la parte statica del mio motore a gatto imburrato.
55. Che nome aveva il tuo pupazzo preferito da bambino?: Sonasegaio… a momenti non mi ricordo nemmeno che ho mangiato ieri per cena… ( Cit Nene: “Colorino…ma quando ero pià piccola ancora c’era Celestino. che fantasia coi nomi, eh???” lo sai vero che è la prima cosa che mi è venuta da pensare? :))
56. Quante volte hai fatto l’esame per la patente?: 273,15 Kelvin da trasformare nell’equivalente Celsius
57. Come ti vedi da qui a 10 anni?: 35enne.
58. Le ultime due e-mail che hai ricevuto?: senti, c’ho 8 caselle di posta… mica pretenderai che vada a spulciarle, ora, eh?
59. Sei già stato condannato per qualche crimine?: non mi pare. credo che me lo ricorderei
60. Qual è il negozio che sceglieresti per spendere tutti i soldi di una carta di credito?: uno solo? Ok, negozio di informatica per comprarmi un po’ di roba che mi serve, poi compro un sacco di roba supergalla da rivendere per comprarmici un casino di libri.
61. Cosa fai di solito quando ti senti giù?: Chiamo i miei amici.
62. Qual è la parola o frase che dici più volte?:  ultimamente sono sul “Ma anche no…”
63. Nome dell’amico che vive più lontano da te?: beh, se la matematica non è un pignone direi che si tratta di Irene… (sembra che lo faccio apposta, ma ti giuro che non è così :P)
64. Cos’è che ti fa più arrabbiare? vedere un amico triste.
65. Qual è la cosa più bella che esiste?: vivere alla grande (è troppo lunga da spiegare… però funziona…)
66. A che ora vai a dormire?: presto… nel senso della mattina presto.
67. La cosa che ami di più?: avere degli amici veri.
68. La cosa che odi di più?: sentirmi impotente
69. La tua città preferita?: niente città. Montagna. Dolomiti. Tramonto. Belle.
70. Hai mai messo incinta una ragazza?: No.
71. Ti sei mai fatto una canna?: yep… ma per quello che mi ha fatto, anche se non me la facevo era uguale…
72. Credi negli Ufo?: beh, il fatto che nel tuo cervello non ci sia vita non deve escludere a priori che nell’universo non ce ne sia… comunque, se ci sono arriveranno, e se sono già arrivati sono stupidi (ha a che fare col fatto che una civiltà in grado di fare viaggi interstellari continui a mandare segnali ambigui e discordandi per mettersi in contatto con noi)
73. Il tuo motto?: don’t worry, be happy…
74. Il posto più bello per passare una vacanza?: guarda, mi manca qualche centinaio di nazioni da visitare, poi te lo dico…
75. Tre cose che guardi fisicamente in una ragazza?:  se la incrocio occasionalmente tette, culo e faccia, altrimenti se la devo conoscere un po’ di più sorriso, occhi e sporgenze(tette&culo), non necessariamente in questo ordine.
76. Il tuo film preferito?: minchia… lo sai che mi sto triturando le palle?
77. Il tuo album preferito?: L’indimenticabile album delle figurine panini.
78. La tua canzone preferita?: per caso fai Alzheimer di cognome?
79. Il tuo colore preferito: Nero
80. Che ore sono?: 10:46, ‘ccidenti a te…
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[Amarcord] 14/07/2006 There are things…

Una nuova amicizia.

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Ci sono cose che fanno pensare. Ci sono cose, cose che fanno sognare. Ci sono cose che fanno piangere. Che fanno ridere, sorridere. Ci sono cose… Ci sono cose come il fare un viaggio per andare a conoscere gente che non si e’ mai vista. Ci sono cose come il parlare, quasi per caso, con una persona fino alle 3 di notte. Ci sono cose come un tavolo che si muove, una tenda in cui dormire, un sorriso da guardare, una risata da provocare. Ci sono tutte queste cose, e tante altre. Ci sono idee che covi per giorni, perche’ hai una mezza idea di scrivere qualcosa, ma ti manca il tempo, e poi come cominciare? Ci sono queste cose. E ce ne sono altre. C’e’ un esame appena passato, una traduzione non mandata, il lavoro da fare, la voglia di tornare a casa, la voglia di andarsene via… di passare un po’ di tempo lontano da tutto, da tutti.

Ci sono cose come le montagne, belle, maestose. Immobili. Eterne. Le hai mai guardate? Non viste, guardate. Sono belle, meravigliose, vero? Qualcosa di grande, qualcosa che l’uomo non potra’ mai eguagliare… Eppure… Eppure, io, tu, noi che guardiamo queste montagne, le dolomiti rosse nel tramonto, le alte cime innevate, noi che le guardiamo siamo molto piu’ di quelle. E non perche’ quelle sono rocce. Ma perche’ sono li’ in modo che noi possiamo guardarle, ammirarne la bellezza, la luce, la sensazione che si ha solo in montagna, solo dopo aver camminato, solo dopo essere saliti lassu’. Sei sul tetto del mondo, ovunque tu sia. Non serve l’Himalaya, basta solo la tua fantasia, bastano gli occhi di un bambino, basta guardare le cose come se fossi un bambino… e ti meravigli di fronte alla bellezza delle montagne. Ci sono cose cosi’, sapete? Ci sono cose cosi’ anche piu’ giu’, anche in riva al mare. Anche in una persona con cui ti metti a parlare quasi per caso… Pero’… pero’ e’ notte fonda… e la notte e’ il momento in cui vengono fuori i sussurri, le stelle, la luna… C’era la luna, qualche giorno fa, mentre uscivo da lavoro… una luna piena, bella, gialla… stupenda… E sai cosa? Chissa come mai ci ho visto sopra la tua faccia mentre ridi… Forse perche’ mi sei rimasta impressa… Forse perche’ c’e’ chi a Cesenatico si e’ perso un’alba, mentre io mi sono guadagnato una chiacchierata… e non solo… ho trovato una persona speciale. Non che quei ragazzi non lo siano, lo sono tutti, dal primo all’ultimo: Luca  che mi ha ospitato in tenda, Nicholas accanto a noi, con la sua tenda single, Martina che ha viaggiato con me, Martino con l’allegra tenda casa e la sua avventura, Sergio e la sua simpatia, Lorenzo e la sua lieve follia, Erica e le sue esclusive, Davide che non ha voluto presentarsi, Anto con il suo sorriso e i suoi massaggi non fatti… Tutte persone eccezionali, sono contento di averle conosciute… E poi ci sarebbe Irene… Ma che dire? Che ci ho parlato tutta la notte o quasi? Che mi sono divertito un sacco al tavolo con lei? Che ogni momento era rallegrato dalle sue risate? Si, potrei dire tutto questo… Ed un sacco di altre cose… Ma ci sono cose… Ci sono cose che non si possono dire. Cose che sa chi c’era… cose che si possono solo provare. E ci sono cose che vengono fraintese, per cui, se state pensando male, fate pure. Non saro’ certo io a dirvi cosa succede davvero. Chiedetemelo. Si tratta solo del fatto che ci sono cose come il fatto che si sta bene con una persona… e basta. Ci sono cose non dette, cose non fatte, cose che si rimpiangono, che rimangono in sospeso. Ci sono cose… Tante cose… Che a dirle non basta il mondo, non basta l’universo. Ci sono cose per le quali esser felici. Ci sono cose. E ci sono persone. Grazie a tutti. Vi voglio bene…

[Amarcord] 06/06/2006 B16: Se non ci riesce lui…

Una giornata a Roma…

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Bella storia: sabato 3 giugno sveglia alle 4, che alle 5 si parte… per cui, perche’ andare a dormire?

Giustamente sono rimasto sveglio. Alle 5 eravamo tutti li’ pronti a prendere il pullman che ci avrebbe portato a Roma per andare a incontrare il papa. Mentre si cazzeggia aspettando i ritardatari, non mi vedo arrivare il Pes? Cazzo, che storia! Grandissimo! Arriviamo a Roma, ovviamente sul pullman mi disintegro dormendo, la schiena mi insulta in tutte le lingue, ma non importa. Scendiamo dal pullman, e io e il Pes ci mettiamo vicini, incollandoci a nostra volta a qualcuno che sa la strada per arrivare in piazza san Pietro. Tecnica nota anche come "Algoritmo della pecora"… 🙂

Bella li’, arriviamo in piazza. C’e’ gia’ un casino troppo di gente. Bom, ci piazziamo in piazza, giusto? Giusto. Cominciamo a mangiare perche’ e’ mezzogiorno e mezzo, giusto? Giusto. Aspettiamo rilassati il papa, giusto? Sbagliato. Il servizio d’ordine viene a comunicare che l’ingresso in piazza e’ alle 14.30. Porco schifo. Sgomberiamo (a onor dei ragazzi del servizio d’ordine, c’e’ da ammettere che la piazza e’ stata sgomberata in appena 45 minuti, e contando che era piena mi pare un ottimo tempo), e ci rimettiamo in fila. Nel frattempo perdiamo un pezzo di gruppo durante l’uscita, ed un altro mentre ci sistemiamo per la fila. Beh, pazienza, siamo dal papa, mica pizza e fichi… E in fondo e’ un piccolo scotto da pagare, rispetto al guadagno: Aperta la piazza, riusciamo a raggiungere la ringhiera, praticamente siamo messi con vista su strada, e papa Benedetto XVI, per gli amici B16, ci passera’ davanti… Fico. Bom, passiamo il tempo cazzeggiando, ascoltando canti, vedendo gente scavalcare per andare dall’altra parte della strada… Fotografo le guardie svizzere, nel frattempo io e il Pes cerchiamo i Quattro Mori, ovvero la bandiera sarda, perche’ ci deve essere. La vediamo infatti in  lontananza. All’improvviso pero’, spunta la suora da combattimento: tira su una bandiera praticamente davanti a noi. E sono i 4 Mori. Parte spontaneo un "Aio’!" che sfonda svariati timpani. Nel frattempo messaggio con Iaia. Non e’ potuta venire, mi spiace un casino, perche’ e’ un po’ triste per sta cosa. Per cui le prometto che le saluto il papa… 🙂

Comincia la liturgia (nota bene: la suora continua a mantenere su la bandiera per tutto il tempo, la abbassa solo durante l’omelia di B16), e dopo un po’ di filmati amarcord nei quali vengono fatti vedere i discorsi dei fondatori dei vari movimenti a GP2 (cioe’ il nostro amico Karoll :)), arriva B16. Lo attendiamo al varco. Siamo li’ aggrappati alla ringhiera. Lui passa. Foto al volo col cellulare. Poi mantengo la promessa… Gli urlo "Ti saluta Caterina!". Spero che lo abbia sentito. E poi i saluti dei capi dei movimenti. E poi parla B16, di tutto. E noi riceviamo la possibilita’ di avere l’indulgenza plenaria. Cazzo, e’ il momento per confessarsi. E’ tantissimo che non lo faccio. Anche il Pes. E tutti e due ci dobbiamo levare un gran peso dal cuore. Il Pes da diversi anni, io da qualche settimana. Ma un peso e’ un peso. Alla fine sono sempre cose difficili da dire, anche ad un prete. anche se ti sta confessando. Ma come ha detto il Pes: "Se non ce la fa B16, nessuno su questa terra ce la fa". Per cui ci fidiamo. Usciamo da piazza S.Pietro alle 21 e rotte. Arriviamo al pullman non si sa come. Partiamo alle 22.30, forse alle 23. Mi cappotto sui sedili in fondo. Alle 3.30 arrivo a casa. Poi la mattina, domenica, vado a confessarmi. Il Pes si confessa nel pomeriggio. Ragazzi, davvero, se non ce la fa B16, non ce la fa nessun altro. Vivo, intendo.

Conclusioni? Beh, che dire… ho scoperto la grandezza di una persona come il Pes, che gia’ stimavo e che ora stimo ancora di piu’, non tanto perche’ sia venuto dal papa, quanto perche’ finalmente ha preso il coraggio in mano e ha confessato un peccato vecchissimo. E ci vuole un gran coraggio per farlo. Ho visto da vicino B16, e sono contento. Mette un nonsocche’ dentro che non si sa. Bello. E poi l’ho salutato da parte di Iaia. E in tutto cio’ ho scoperto che Giovanni Paolo II aveva ragione su tutta la linea: quando mori’ ho pianto come un bambino, gli ho voluto bene perche’ era il nostro papa, un uomo, un ragazzo. Era il papa di noi ragazzi, ma anche di tutti. E scopro che ci ha insegnato a voler bene davvero: B16 e’ un papa a cui voler bene. Come GP2… Lo stesso cammino, la stessa storia. Lo stesso affetto che ha lui per noi e noi per lui…

[Amarcord] 25/03/2006 I just call, to say…

Una telefonata, tanti amici.

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"Pronto?"

"Buonasera! Allora, com’è andato il seminario?"

Così è cominciata la giornata… no, andiamo un pò indietro: la giornata è cominciata molto prima. Mi sveglio alle 9 di mattina… porco giuda, se è tardi… dovrei essere a lezione, ocmincia ora… fortunatamente la prof ritarda sempre un dieci minuti… non che bastino, ma meglio che un calcio nei denti… bon, poco male. Faccio in un lampo come al solito, arrivo in facoltà con un ritardo abominevole. Mezz’ora… niente, direte voi, ma in mezz’ora si posso spiegare tante cose… o così dice la prof.. fatto sta che seguo lezione, poi al volo ad ingegneria, a studiare, poi all’ora di pranzo a festeggiare un compleanno, matchino veloce a tresette, poi di nuovo a studiare un’oretta. Francesca aveva il seminario, stamane… ma cazzo, mi sono dimenticato di chiamarla. Ne approfitto ora… mentre vado a lavoro… Due chiacchiere, anche di più, un dieci-venti minuti di telefonate…

I just call…

"Ma stasera ci vieni all’incontro?"

Eh, a saperlo.. e poi smonto alle 22 da lavoro, lì comincia alle 21.30…

"Vabbè, ma magari ce la fai a beccarti un pezzo, così ci si vede un pò, che non ci vediamo mai, sennò…"

E come fai a dire di no? E’ così che gli amici mi prendono: come dire di no? In fondo, come fai a dire che non vai di fronte ad una tua amica che ti conosce poco, pochissimo forse fra i tuoi amici è quella che ti conosce meno, e che alla prospettiva di non vederti nemmeno quella sera, senti che si inserisce una piccola, impercettibile nota di… no, non delusione, ma di dispiacere… di puro dispiacere per non vederti, sai che potresti anche essere lì per quello che ti riguarda, sai esattamente come dal sorriso è passata ad un piccolo broncio. Ma porco mondo, perchè gli amici devono farmi questo effetto? Perchè voglio bene ai miei amici, dal primo all’ultimo, e i più grandi amici sono a volte i più impensati… e così mi son deciso… sono arrivato sul posto che eran le 22.30 passate, incontro quasi finito… beh, sorpresa, ci trovo la Fra in fondo, e mi siedo lì vicino… ce la ridiamo… un paio di battute, un ascolto serio del discorso… poi l’incontro finisce… usciamo dalla sala e rimaniamo a chiacchierare fuori, con tutti e con nessuno… c’è anche Iaia… beh, ovvio, non ha molto tempo, ma deve preparare un incontro con l’Aermacchi, mi pare che sia più che giustificata… comunque, con Francesca non si parla molto, giusto due o tre parole, un paio di sorrisi, e lei va via, ovviamente, poveraccia, è stanca morta, proprio a livello fisico… in fondo non c’è niente di stressante come parlare di fronte a tanta gente… dettagli… esco, due chiacchiere con Matteo mentre lo accompagno per un pezzo, ma prima, passo accanto a Iaia, e lei mi dà uno scappellotto, poi mi abbraccia dandomi un bacio e mi sussurra "Ti voglio bene"… Mondo disco, ragazzi. E tutto scatenato da un sorriso che si è spento, e che non ho nemmeno visto… Vedere Francesca, anche se per un paio di minuti, scambiare un sorriso di intesa con Iaia, che dice tutto, dice tutto a noi che sappiamo cosa vuol dire, un sorriso che è sette anni di amicizia, litigi, sorrisi, abbracci, lacrime, risate, sorprese, scoprire di nuovo tutto questo è bello…

Ed allora… beh, si insomma… i ringraziamenti di rito, perchè ogni volta, i miei amici vanno ringraziati, come potrei non farlo… ripetitivo? Si, può darsi… ma qui detto leggeio, per cui ringrazierò a non finire tutti quelli che mi va, e tutte le volte che voglio…

Grazie Francesca, perchè senza quella telefonata, enza quel sorriso che si è spento al telefono e che ho sentito spegnersi, e senza la voglia che avevi di vedermi, non avrei mai passato una serata fantastica. Grazie perchè sei sempre allegra, contagiosamente allegra.. E grazie perchè ti scordi sempre di mandarmi la sceneggiatura della tua Alice, perchè così te lo posso ricordare…

Grazie Iaia, perchè ogni sorriso è un regalo, ogni abbraccio è la nostra amicizia, dall’inizio fino ad ora, fino a domani, fino a sempre, grazie perchè non mi molli mai, grazie perchè trovi sempre anche solo 5 secondi per me, grazie perchè mi vuoi bene nonostante tutto, grazie perchè non mi sono mai vergognato di aver pianto davanti a te…

[Giuro che a scrivere questo paragrafo stavo per piangere di nuovo… grazie, Iaia, perchè mi regali un’amicizia meravigliosa…]

Grazie Matteo, presidente e amico, che deve fare un sacco di cose, eppure c’è sempre.

I just call…

Mi basta una chiamata, e sono di nuovo fra amici…

I just call, to say…

To say…

Thanks to all my friends…

[Amarcord] 21/03/2006 Make sth out of ourselves…

Diventare grandi grazie agli amici…

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…e diventare macchine senza accorgercene… bella, questa, mi e’ piaciuta. Giuro.

E forse del vero c’e’. Forse.

No, non ci credo. Nessuno diventa macchina, consapevolmente o meno. O forse hai ragione, e’ la primavera che rianima la mente, il cuore, il pensiero, il respiro. A primavera fioriscono le piante, esplodono i colori. Una lieve brezza di primavera, che ti tocca, magari l’hai solo immaginata, ma e’ li’ che fa uscire tutto, alla fine.

Ma no, nemmeno questo. Almeno, non del tutto.

Cos’e’ che vuole uscire da me? Quello che sono, quello che penso… "Tu vali piu’ delle tue azioni! Non sei determinato da esse!" me lo disse tempo fa una mia amica. Buffo, a pensarci. Non sono le azioni che determinano il tuo essere. Tu sei di piu’ di quel che fai. A volte ti sforzi, magari, di fare "la cosa giusta". Peccato, davvero peccato che la cosa giusta non ci sia. Ci sei solo tu, ed il tuo cuore, che ti chiede solo di essere seguito. Questa e’ l’unica cosa giusta da fare. Se e’ difficile? E’ difficile come abbattere un muro con la sola forza di volonta’, altroche’. Difficile come prendere decisioni importanti per la tua vita. Ma d’altronde, il cuore non ti chiede, non si chiede mai, cosa fara’ dopo. Il cuore decide di fare, poi tu ti siedi e freni quell’impeto che ti porterebbe a fare quello che ti dice e subito. Perche’ magari a volte e’ solo l’impulso del momento. Maledizione. E’ brutto quando ti accorgi che era un fuoco di paglia, quando ti senti preso in giro, quando l’unica cosa che ti rimane e’ solo… niente. Alla fine niente… E’ la cosa che brucia di piu’. Che non ti e’ rimasto niente, ed anzi, hai perso qualcosa…

…qualcosa nello spazio, nel tempo, nello spazio-tempo. Strana parola, vero? Uno dei concetti piu’ abusati in fantascienza. Eppure, continua ad esercitare un fascino strano, adoro barcamenarmi, lambiccarmi il cervello fra le infinite possibilita’ che puo’ provocare un paradosso temporale. Solo che a volte ti capita… nello spazio-tempo gli amici ci sono sempre. O meglio, ce ne sono sempre. A volte qualcuno va via. E non ritorna. Odio perdere un amico. Non l’ho mai sopportato. Ma per fortuna ci sono sempre quelli che rimangono. Non riesco a non sorridere se penso ai miei amici, non riesco a non parlarne. Magari sono di fuori io, magari non sono normale… ma come si fa a non sorridere, a non essere contenti, di avere degli amici cosi’?

bah… a volte mi chiedo come mi vengano fuori queste cose… Ma ragazzi, ogni vostro sorriso e’ un dono prezioso, e lo conservo nel posto piu’ accogliente che ho: il mio cuore… e’ tutto vostro…

Ci vediamo nello spazio-tempo, ragazzi… Qui Alcadia, nave pirata dello spazio e del cuore, passo e chiudo. 🙂

[Amarcord] 21/02/2006 Un d20, la musica, il compleanno, tutti i miei amici…

A volte gli amici non sanno nemmeno il bene che ti stanno facendo… Ed è bellissimo quando succede…

 

Wow… apro questo post segnalando il ritorno di un vero evergreen del tennis: MacEnroe ha vinto il doppio col figlio, alla faccia dei suoi 47 anni…

torniamo alle cose serie: fine settimana impegnativo, si comincia il venerdi’, devo essere a firenze per un torneo di beneficenza di Dungeons&Dragons… arrivo alle 11.30, mi viene a prendere Vincenzo: bella li’, macchina a disposizione tutto il giorno. Piacevole, se non fosse che c’e’ la moria di master… ne raccattiamo altri 3 oltre a me e lui, uno lo prendiamo al limite massimo consentito dalla follia… insomma, alle 5 di sera… prepariamo i dettagli dell’avventura, do le spiegazioni (l’avventura l’ho scritta io, riadattata da una rivista), ci prepariamo. vincenzo forse e’ un po’ giu’ perche’ si aspettava piu’ gente, ma alla fine va bene cosi’. E la serata va… Il Mucca, alla sua prima esperienza da Master, si diverte e finalmente capisce quanto si possono impuntare dei giocatori su dei punti totalmente irrilevanti… Davide, il master dell’ultimo minuto, dopo una minima scorta alcolica riesce a cavar fuori il miglior gruppo della serata. Il Carota riesce ad arrivare quasi in fondo, ma purtroppo, tanto per cambiare, ci segano le gambe. alla fine quello che rimane indietro di brutto sono io… Ma non importa, va bene cosi’: Vince ha dato una mano al Mucca, ed io ho avuto la soddisfazione di avere la Lily che ha chiesto espressamente di giocare con me… Cosa che mi fa estremamente piacere… Poi una birra fuori, una chiacchierata, torniamo a casa, alle 5 di mattina… poi tutti a nanna… Mi sveglio a mezzogiorno, faccio colazione con caffe’ e dolci, poi alle 15 si pranza 🙂

Vince il pomeriggio si schianta sul divano e si addormenta. Ad una certa ora devo andare via… vado… Mi saluta con due parole: "Amico mio…", ed un abbraccio…

Due parole che ti scaldano il cuore, che ti fanno ringraziare di conoscere persone cosi’, che si rendono importanti anche se non le vedi mai… Due parole che vale la pena di due mesi di sbattimenti, una giornata di corse, una serata insieme. Due parole per le quali rifaresti tutto…

Poi di corsa a pisa… C’e’ Alba, la mia pianista preferita, saggio di pianoforte… un pezzo preso da Principessa Mononoke, ed uno di Gershwin…

Che dire, ragazzi… Meraviglioso… Appena ha cominciato il pezzo di Mononoke, mi e’ corso un brivido lungo la schiena. Giuro… Ho rivisto le immagini di quel film attraverso la musica suonata da lei… Piegata su quel pianoforte, vicino ai tasti, vicino a quel mondo di scale, di ottave, di toni, li’, con un’espressione di concentrazione viva, partecipe, con una energia che guardi e ti accorgi che le piace, altroche’, suonare… E poi con Gershwin, ad un certo punto l’ombra di un sorriso, il sorriso di chi si accorge che lo spartito e’ un attimo diverso da come lo sta suonando lei, ma che va avanti lo stesso, riprendendosi, senza interrompersi… E regalandomi un momento di musica stupenda… Grazie, Alba, per la musica e per la serata passata con te, Fede, e Fio… Ma soprattutto per quel dono grande che hai dentro, di amare la musica.

Domenica, altro giorno altra corsa, alle 20.30 il compleanno della mia migliore amica, Caterina… una persona capace di strapparti i capelli piuttosto che mollarti… Che bello. Un bel vinello, il regalo di natale che ancora non le avevo dato. I complimenti alla mamma, perche’ ha cucinato veramente bene, ed i complimenti a lei perche’ e’ riuscita a fare un milione di cose in mezz’ora, ed un grazie perche’ mi ha voluto li’ per il suo compleanno…

Le ho fatto un brindisi… Purtroppo sono stato interrotto troppe volte, ma il suo sorriso mi e’ bastato come ringraziamento… Beh, forse non era delle mie migliori creazioni, ok, ma come fai a dar voce a tutto l’affetto che provi per una persona cosi’ speciale da saperti perdonare di tutto, anche se ti manda a quel paese? Perche’ lo sai che ti vuole bene, anche, anzi, soprattutto quando ti sgrida. Grazie, Iaia, perche’ mi sei amica…

Ragazzi, ho ricominciato a seguire… Non avrei potuto cominciare meglio: grazie Vincenzo, Alba, Iaia… grazie perche’ la mia settimana e’ diventata speciale.